Vivian Maier, il gioco dei rimandi



Scrivere di sé per dire tutto dell’uomo, sosteneva Montaigne. Ce lo ricorda l’autrice danese Christina Hesselholdt nel suo romanzo Vivian (Chiarelettere, pp. 185, euro 16) dedicato alla fotografa-bambinaia che collezionò più di 150mila scatti. «Scriveva con la luce», ma quei suoi negativi rimasero sigillati nel buio e – lei vivente – nessuno li vide mai. Li conservò però gelosamente in un magazzino fino a che un giovane di nome John Maloof – facendo ricerche sui quartieri di Chicago – comprò … Continua


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