Vite smarrite nella palude della memoria



Oltre lo stretto c’è l’isola. Bisogna attraversarlo per capire chi siamo. Forse solo da dove veniamo. Il viaggio di Clyde Chabot in scena al Fabbrichino di Prato è leggero. Solcato da delicata energia e ostinato stupore naviga fra ricordi e immagini. Echi di una vita perduta che galleggiano sulla palude della memoria. Si chiama Sicilia questo lessico familiare che Chabot, dopo l’uscita al festival di Avignone, presenta nella sua versione italiana. Sulle tracce dei nonni, emigrati alla fine dell’800 dalla … Continua


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