Vitamina D e tumori, che legame c’è?


Un recente studio internazionale nato dalla collaborazione di ricercatori europei, americani e asiatici, pubblicato sul Journal of the National Cancer Institute giunge alla conclusione che avere alti livelli di vitamina D nel sangue protegge contro il tumore pi frequente in Italia, quello del colon-retto. Secondo un’altra ricerca sulla rivista scientifica Jama Oncology l’integrazione mensile di vitamina D ad alte dosi non risulta associata a riduzioni dell’incidenza o della mortalit per diversi tipi di cancro. Qual dunque la verit? E perch si parla spesso dei benefici legati alla vitamina D? Lo abbiamo chiesto a Antonio Russo, ordinario di Oncologia medica dell’Universit di Palermo e membro del consiglio direttivo dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom).

Quali sono i benefici certi della vitamina D per la nostra salute?
La vitamina D una sostanza organica necessaria a tutti gli organismi animali per il normale funzionamento dei processi vitali – spiega Russo -. Viene assunta mediante gli alimenti e prodotta quando la pelle viene esposta ai raggi solari. L’azione della vitamina D quella di promuovere l’assorbimento del calcio a livello intestinale per indirizzarlo alle sue varie funzioni. Tra le pi note, sappiamo che adeguati livelli di vitamina D sono indispensabili per il mantenimento di un’ottimale mineralizzazione ossea con un ruolo insostituibile nella prevenzione e nel trattamento dell’osteoporosi post-menopausale e senile. La vitamina D inoltre importante per il sistema immunitario e per i muscoli, cos come in gravidanza sia per la madre che per il feto. Infine, stato anche dimostrato che una carenza di vitamina D pu essere correlata allo sviluppo di depressione, al declino delle funzioni cognitive e ai disordini cardiovascolari.

Vitamina D, cosa sappiamo oggi: le risposte alle domande più frequenti


A che cosa serve la vitamina D?


Come si assume la vitamina D nell’organismo?
La vitamina D viene assunta attraverso gli alimenti come latte, formaggi, yogurt, uova (tuorlo), fegato di manzo, olio di fegato di merluzzo, cereali per la colazione e pesce (sardine, pesce spada, tonno e salmone soprattutto) – dice l’esperto -. Ci sono anche delle altre sostanze come la curcumina, le brassicacee (cavoli), gli acidi grassi omega 3 che possono favorire gli effetti della vitamina D. Inoltre, l’esposizione ai raggi solari rappresenta la principale fonte di produzione della vitamina D, tanto che un’esposizione al sole che provoca un leggero arrossamento della pelle equivale all’assunzione orale di vitamina D per circa 10mila unit internazionali al giorno. Da considerare che il fabbisogno giornaliero di vitamina D per l’adulto calcolato in circa 400-800 unit quotidiane e che l’alimentazione in Italia fornisce circa 300 unit al d.

Cosa si sa di scientificamente certo sul legame fra questa vitamina e il cancro?
L’associazione tra vitamina D e cancro molto studiata sebbene il quesito rimanga oggi controverso e dibattuto – risponde Russo -. Infatti, se da un lato alcune evidenze scientifiche suggeriscono come elevati livelli di vitamina D possano ridurre il rischio di cancro (soprattutto di prostata, colon e mammella), dall’altro altri dati sembrerebbero andare in controtendenza con questa ipotesi. In realt, leggendo bene tra le righe, molti autori convergono sul fatto che gli effetti della vitamina D possano cambiare a seconda della dose assunta. In particolare, sembrerebbe che molti dei benefici forniti dalla vitamina D andrebbero perduti quando questa viene assunta in dosi eccessivamente alte. 

In conclusione, cosa consigliato fare?
I corretti livelli di vitamina D sono importanti per il mantenimento dello stato di salute di un individuo, sia nell’infanzia che nell’et adulta – sottolinea Russo -. Ad oggi per non esiste un consenso unico su quale sia la formulazione migliore da raccomandare. Quello che certo che individui con riscontro di bassi livelli di vitamina D dovrebbero assumere un’integrazione utile al raggiungimento del valore target corretto raccomandato per ciascuna fascia di et dalle linee guida internazionali, coinvolgendo nella scelta il proprio medico di fiducia. Naturalmente, si consiglia l’assunzione di alimenti ricchi di vitamina D, oltre che una ragionevole esposizione ai raggi solari.

19 settembre 2018 (modifica il 20 settembre 2018 | 09:22)

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Autore dell'articolo: admin