Virginia Raggi a metà mandato. È il momento dei bilanci


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Trenta mesi di governo M5s in Campidoglio sono andati, altri 28 separano dalla scadenza del mandato di Virginia Raggi. Nel frattempo è successo praticamente di tutto: un processo per falso a carico della sindaca – assolta perché il fatto non costituisce reato – 9 assessori transitati e usciti in anticipo dalla giunta, ripetuti cambi dei manager al vertice delle due partecipate più importanti (Atac e Ama).

E poi le indagini della procura di Roma sulla presunta corruzione che avrebbe riguardato alcuni soggetti, tra cui il costruttore Luca Parnasi, l’ex presidente di Acea Luca Alfredo Lanzalone e alcuni consiglieri comunali, coinvolti nel progetto dello stadio dell’As Roma a Tor di Valle.

E in città che cosa è cambiato? Dopo due anni e mezzo l’agenda della sindaca rimane vincolata agli stessi problemi che hanno monopolizzato la sua campagna elettorale: i servizi pubblici di bassa qualità erogati dalle aziende comunali di trasporto e smaltimento rifiuti, le buche e il traffico. Senza dimenticare gli effetti sui territori delle questioni di ordine pubblico: dalla microcriminalità nei quartieri periferici alle infiltrazioni nel tessuto economico di vecchi e nuovi gruppi mafiosi, come certificato dalla DIA nei giorni scorsi.

Di fatto il primo anno della Raggi a Palazzo Senatorio è filato via tra le difficoltà di composizione della squadra di governo con l’unica scelta forte nel ritiro della candidatura cittadina per le Olimpiadi 2024. Mentre il secondo anno è stato fagocitato dalle tensioni politiche legate al processo a carico della sindaca, che in caso di condanna avrebbe dovuto lasciare l’incarico come previsto dal codice etico pentastellato.

Ama e Atac, due grane eterne

La Raggi può rivendicare l’approvazione da parte del Tribunale fallimentare del concordato preventivo di Atac, l’azienda del trasporto pubblico. Sul percorso di ristrutturazione del debito di 1,4 miliardi di euro però pesano diverse incognite. Il rilancio aziendale dovrà passare per la crescita del numero di chilometri percorsi e di biglietti venduti, tramite l’incremento del parco mezzi. La giunta ha stanziato 167 milioni di euro per acquistare 600 nuovi autobus (ora l’azienda ne possiede 1.500, età media 11,5 anni) entro il 2021, ma la gara Consip per i primi 227 mezzi è stata vinta da una ditta a sua volta al centro di un una ristrutturazione aziendale.

Quanto allo stato del servizio, l’ultimo bilancio Atac certifica per il 2017 la perdita di 5 milioni di chilometri rispetto all’anno precedente. Le strade, dunque, restano intasate. E anche poco pulite. L’incendio del Tmb Salario ha aumentato la fragilità del ciclo di smaltimento che, con la differenziata poco sopra il 40% e appena 3 Tmb, resta non autosufficiente e soggetto a cicliche crisi di raccolta.

Nel frattempo l’Ama, la partecipata dei rifiuti, da 6 mesi ha ingaggiato una disputa contabile con il Campidoglio culminata con la mancata approvazione del bilancio 2017 dell’azienda, vicenda su cui ora indaga la procura. Una contesa che congela qualsiasi ipotesi di realizzare i nuovi impianti di smaltimento previsti dall’ultimo piano industriale Ama. 

Nel rapporto con i territori la sindaca rivendica l’impegno in prima persona in quartieri difficili come Ostia e Romanina, prendendo posizione contro i clan Spada, Fasciani, Triassi e Casamonica. A questi ultimi i Vigili hanno abbattuto 8 villette abusive con un’azione dal valore anche simbolico. Ostia però, un anno dopo la fine del commissariamento per mafia del Municipio X, attende ancora gli sviluppi concreti del piano per rinnovare la gestione degli arenili e abbattere il ‘lungomuro’ che separa il litorale dalla strada.

Le grandi opere in cantiere

Capitolo lavori pubblici: tempi tecnici alla mano, probabilmente la giunta Raggi non inaugurerà grandi opere progettate durante il mandato. Nei prossimi mesi verrà aperto il corridoio della Mobilità del Laurentino, un cantiere che si trascina da 10 anni tra ritardi e indagini della magistratura. Mentre i cantieri per la Metro C proseguono con l’orizzonte di inaugurare due nuove stazioni, Amba Aradam e Colosseo, a dicembre 2022. La prosecuzione della tratta fino alla Farnesina resta appesa alla disponibilità del governo di mettere in campo ulteriori risorse dopo i 3 miliardi già spesi. Discorso analogo vale per le opere del Piano della Mobilità Sostenibile – un pacchetto da 10 miliardi di euro che prevede anche 5 nuove linee tram e la funivia di Casalotti – al momento in buona parte prive di copertura finanziaria.

Forse, a giugno 2016 quando è stata eletta, la Raggi immaginava diverso il traguardo di metà mandato. Il presente parla di un ruolo politico che talvolta la vede fare da contraltare al vicepremier Matteo Salvini, schierata per una gestione più dialogante delle occupazioni a scopo abitativo, il futuro di 28 mesi per dare corpo ai suoi progetti.

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Autore dell'articolo: admin