Vernasca Silver Flag I bagordi dell’«anti-Mille Miglia»


Agli antipodi della Mille Miglia c’ la Vernasca Silver Flag. Un po’ meno conosciuta, ammettono gli organizzatori, anche se tra chi se ne intende considerata un appuntamento imperdibile (420 richieste di iscrizione, quest’anno). Ha vinto nel 2005 il premio di evento europeo dell’auto d’epoca. Ed l’unica occasione di vedere insieme, per tre giorni, una parata di bolidi da competizione (dalla 750 Abarth, ai prototipi, alle Formula 1) in una cornice di notevole bellezza: le torri medioevali (anche se un po’ ritoccate nell’800) di Castell’Arquato.

E perch agli antipodi della 1000 Miglia? Letteralmente: i chilometri sono poco pi di trenta, comodamente diluiti in tre giorni di bagordi. La strada proprio chiusa al traffico, e non spazzata da volanti a sirene spiegate. Non si cronometra, non ci si arrabbia, non si vince e non si perde niente (a parte il concorso di eleganza). E tutto concentrato tra il paddock, il parco chiuso, il centro storico sulle colline di Piacenza e i 10 chilometri di tornanti che salgono, tra due ali di folla (quelle s assomigliano ai passaggi migliori della Freccia Rossa). Anche l’atmosfera pi familiare, a base di salame e Gutturnio, sia per chi fa gli onori di casa, che per chi partecipa o guarda. Ma la sera del sabato offre una cena in piazza con fuochi d’artificio, menu e servizio di altissimo rango.

Anche la Silver Flag la rievocazione di una gara storica. Come gli appassionati ben sanno, si corse tra il 1953 e il 1972, prima tra pochi intimi, poi, dal 1960, in pompa magna. Vi parteciparono tutti i pi grandi specialisti e le vetture migliori, con medie che arrivarono ai 114 km/h. Nel ’96 fu riesumata da Gaetano Derosa, uno dei pi esperti giornalisti del campo e da Claudio Casali, altro super appassionato. Il Club Piacentino Automoto d’Epoca di Fiorenzuola offre, da ventiquattro anni, il suo patrocinio. Se i partecipanti arrivano anche dalle lontane Americhe (compreso l’Uruguay) e dall’Australia, il pubblico registra 15.000 presenze e fa registrare il tutto esaurito negli alberghi sparsi in un raggio di venti chilometri.

Tanto entusiasmo dovuto anche al fatto che la gara, per quanto pop, blasonata: ha visto il debutto di Lorenzo Bandini, o le prime sfide al cronometro di Arturo Merzario, Andrea De Adamich o Mauro Pregliasco. Il comitato organizzatore, ogni anno sviluppa una tema specifico, che tiene sempre alta l’attenzione. In questa tornata, accanto ai 120 anni della Fiat va di corsa (con tanto di collaborazione e patrocinio di FCA Heritage) si sono celebrati anche i cent’anni di Zagato e il settantesimo della nascita dell’Abarth.

Alla ventiquattresima edizione ci sono i piloti famosi, come Arturo Merzario che ha affrontato i tornanti con la Abarth 2400 Ellena arrivata direttamente dal museo della casa torinese, o il collega americano Donald Osborne che prima di mettersi al volante della 8V con carrozzeria in vetroresina dell’Heritage Hub FCA, intona (lui che in passato aveva sfiorato il professionismo come tenore) l’inno nazionale italiano. Ogni auto e ogni pilota hanno una storia importante da raccontare, tutte accomunate da molta passione. Alcune sono bellissime e romantiche.

Come quella che di Giuliano Giuliani e Maurizio Montagnani. Il primo era il collaudatore e capo tecnico della Serenissima Mk 168, il secondo pilota ufficiale del team voluto dal Conte Volpi. L’ultima volta che avevano acceso il motore di questa sport prototipo studiata da Dallara era il 1970 e si disputava la Temporada Argentina. Poi la vettura venne dimenticata. O, ancora, Stefano e Massimo Macaluso. Figli d’arte, seguendo le orme paterne, hanno corso nei rally. Fino ad arrivare a disputare le prove speciali del mondiale. A Vernasca si alternano su una 131 Abarth ex ufficiale e la Punto kit con cui hanno corso i campionati del 2001 e del 2002.

Il trofeo per il Best of Show della Silver 2019, categoria dopo guerra, ha premiato Aldo Gadioli e la sua berlinetta Fiat 8v Zagato. Tra le vetture anteguerra si imposta invece la Nazzaro Tipo 3 di David Biggins. Premio ambito, tuttavia, anche il cronografo della Tag Heuer, assegnato al modello pi rappresentativo delle corse in salita: quest’anno la Abarth se 013 b8 prototipo di Carlo Lusser. Non meno significativi i trofei targati Asi, consegnati direttamente dal nuovo presidente Alberto Scuro e quello della rivista “cult” degli appassionati, Ruoteclassiche.

9 luglio 2019 (modifica il 9 luglio 2019 | 11:49)

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Autore dell'articolo: admin