Venezuela, la moglie di Guaidò: "Maduro è pronto ad uccidere"


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La situazione in Venezuela è tutt’altro che serena. Da quando Juan Guaidó si è autoproclamato Presidente ad interim, secondo quanto riferisce l’ufficio Onu per i diritti umani, almeno 40 persone sono rimaste uccise durante le proteste contro Maduro. In 26 casi i manifestanti sono morti a causa dei proiettili esplosi dalla Guardia Bolivariana, che ha anche arrestato 850 persone, tra cui 77 minorenni.

La tensione è molto alta come ha confermato anche Fabiana Rosales, la giovane moglie di Guaidò, preoccupata per le sorti del marito: “Con questo regime può succedere qualsiasi cosa… in questo Paese sappiamo che rischiamo anche la morte. Se loro devono ucciderti per sopravvivere, allora lo fanno“.

La Rosales ha descritto suo marito come un uomo paziente, che non alza mai la voce, pur riuscendo sempre ad essere forte e fermo; un uomo estremamente religioso, che “ha più fede di tutto il Vaticano“. La Rosales appoggia il marito in questa battaglia, ma lei si definisce apartitica: “Non sono né di destra, né di sinistra non combatto contro nessuno, sono stati il rancore e l’odio a causare questo disastro. La mia ideologia è l’amore per il mio Paese“. Per voltare pagina, però, manca ancora un tassello: “manca l’appoggio delle forze armate e il messaggio è che devono schierarsi a fianco della gente“.

La comunità internazionale è divisa tra il sostegno a Guaidó e quello a Maduro, ma un po’ tutti chiedono nuove elezioni. Il Governo italiano si è limitato ad augurarsi “un percorso democratico che rispetti libertà di espressione e volontà popolare“, ma non ha aderito all’ultimatum dell’UE, che ha intimato a Maduro di indire nuove elezioni entro domenica prossima per scongiurare l’ipotesi che l’UE riconosca Guaidó come nuovo presidente.

L’ambasciatore venezuelano a Roma, Julian Isaias Rodriguez Diaz, ha definito “intelligente e piena di buon senso” la posizione dell’Italia, mentre a censurato l’operato dell’Unione Europea: “quella dell’Italia è una posizione intelligente, piena di buon senso. Nei conflitti internazionali bisogna mediare, non incentivarli. Le esperienze vissute con l’Iraq, la Libia, la Georgia, l’Ucraina, il Medio Oriente e recentemente la Siria indicano che è questa la cosa più sensata da fare. Il Venezuela potrebbe prendere in considerazione e studiare una proposta di mediazione. Ce l’aspettavamo da tutta l’Europa“.

La situazione attuale è “complessa e difficile” e rischia di diventare un problema planetario dopo il dibattito nel Consiglio di sicurezza dell’Onu. Al mondo, all’Europa e all’Italia l’ambasciatore chiede equidistanza: “Che siano imparziali e giusti. Il messicano Benito Juárez disse che: ‘Il rispetto del diritto altrui è la pace’. Se attualizziamo questo messaggio, potremmo affermare che il rispetto del diritto internazionale è la pace“.

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Venezuela, la moglie di Guaidò: “Maduro è pronto ad uccidere” é stato pubblicato su Polisblog.it alle 17:28 di Tuesday 29 January 2019


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Autore dell'articolo: admin