Vaccini obbligatori, Grillo: «Morbillo sì, esavalente solo raccomandato»


Si torna a parlare di vaccini obbligatori, dopo l’approvazione definitiva del decreto “Milleproroghe” (con lo slittamento a marzo 2019 dell’obbligo di presentare la documentazione ufficiale e dunque la possibilità di fornire un’autocertificazione) e in attesa di un nuovo disegno di legge dedicato che introdurrebbe una sorta di “obbligo flessibile” («è depositato al Senato un ddl che supererà il decreto Lorenzin, un decreto emergenziale che non dà un quadro strutturale al Paese sulle politiche vaccinali» ha detto la ministra della Salute Grillo).

«Serve per il morbillo»

«Non è l’obbligo vaccinale che fa salire la soglia dei vaccinati, ma il dibattito pubblico, la presa di coscienza dei cittadini – ha detto Giulia Grillo a “L’aria che tira” su La7 -. Non siamo contro i vaccini, siamo favorevoli, ma vogliamo che lo strumento dell’obbligo sia utilizzato in maniera intelligente e solo dove è necessario, come si fa anche in altri Paesi. Ad esempio è necessario l’obbligo sul morbillo, mentre non lo è per l’esavalente, per il quale credo sia sufficiente la raccomandazione». Il vaccino combinato esavalente protegge da poliomielite, difterite, tetano, epatite B, pertosse, haemophilus influenzae tipo b. Per il morbillo vengono invece usati i vaccini tetravalente (morbillo, rosolia, parotite, varicella) o trivalente (morbillo, rosolia, parotite), quest’ultimo per i nati prima del 2017 cui non è richiesta l’immunizzazione contro la varicella.

Copertura salita di 4 punti

Prima dell’entrata in vigore della legge Lorenzin la copertura vaccinale del morbillo era dell’87,3% (media italiana), oggi è salita al 91,7% (fa eccezione la provincia autonoma di Bolzano, ferma al 71,9%). Il Lazio è l’unica regione, secondo le ultime rilevazioni dell’Istituto Superiore di Sanità (guarda), che ha raggiunto il 95% di copertura necessario per l’immunità di gregge, ovvero perché anche gli individui non vaccinati (troppo piccoli o immunodepressi) godano della protezione collettiva e la malattia smetta di diffondersi. Dal 1 gennaio al 30 giugno 2018, in Italia ci sono stati 2.029 casi di morbillo (il 91,3% non era vaccinato), con 4 decessi. L’epidemia è ancora in corso e siamo ancora lontani, come media nazionale, dall’aver raggiunto l’immunità di gregge. Per quanto riguarda i sei vaccini contenuti nell’esavalente, la copertura in Italia (media nazionale) è superiore al 94%, ma non raggiunge il 95.

Le vaccinazioni obbligatorie per iscrivere i bambini a scuola


Difterite


Uno strumento flessibile

Pur riconoscendo che le coperture vaccinali in Italia sono migliorate anche grazie all’obbligo, la ministra Grillo va avanti sulla strada – già annunciata – dell’obbligo flessibile. «Quella legge è stata utile e ha indotto tanti genitori a vaccinare in quanto è servita a sollevare il dibattito. Segno che la gente ha bisogno di informazione. Pensiamo a uno strumento flessibile che consenta a Comuni e Regioni di intervenire localmente con l’obbligo, sempre in accordo con il Ministero» ha detto intervenendo al programma di La7. «Qualcuno su questo ha fatto confusione, la nostra posizione è favorevole ai vaccini, ma tende a usare lo strumento dell’obbligo in maniera intelligente». Per la ministra «l’aggettivo “flessibile” non si riferisce all’obbligo, ma alla possibilità di usarlo in differenti momenti e circostanze. Per esempio, per proteggere gli immunodepressi, ha spiegato Grillo, «bisogna raggiungere le coperture vaccinali necessarie. Lo strumento è quello, non l’obbligo. Anche avendo l’obbligo l’epidemia di morbillo sta continuando. Le soglie di copertura vaccinale non sono salite per l’obbligo, ma per il dibattito pubblico che c’è stato». Quanto all’autocertificazione, «doveva interrompersi con un sistema di anagrafe vaccinale, che il governo precedente non ha fatto e che stiamo facendo invece noi».

Il bambino malato di leucemia

Intanto si continua a parlare di casi di bambini immunodepressi che si trovano in classe compagni non vaccinati. Ultimo in ordine di tempo, quello di un bimbo di 3 anni della Val Pusteria malato di leucemia: non frequenterà l’asilo del suo paese perché alcuni compagni non sono immunizzati. Come racconta il giornale della domenica Zett di Bolzano, il bambino è in cura dalla nascita, ma il suo sistema immunitario è molto debole. A causa della presenza di bimbi non vaccinati i genitori hanno deciso di revocare l’iscrizione all’asilo, dopo essersi consultati con i medici dell’ospedale di Brunico. «Non vogliamo accusare nessuno – ha detto il padre al giornale -, ma i genitori che non fanno vaccinare i loro bambini dovrebbero sapere che il loro comportamento impedisce a nostro figlio, che ha già sofferto tanto nella vita, certe esperienze nel suo sviluppo». Il bambino resterà a casa con la madre.

Alunni dirottati in altre classi

Situazione opposta a Mogliano Veneto (Treviso): una scuola elementare ha provveduto a trasferire da una classe tre bambini privi delle vaccinazioni previste per legge dirottandoli in altre aule, per permettere la frequenza a un bambino immunodepresso i cui genitori avevano segnalato il problema mesi fa. Una decisione che ha suscitato polemiche da parte dei genitori “no vax”. In un altro istituto veneto un bambino, appena superata la leucemia con trapianto e chemioterapia, si è invece trovato in difficoltà perché nella sua scuola erano stati ammessi cinque non vaccinati in una classe e due in un’altra e non c’erano altre sezioni disponibili: alla mamma non è rimasto che ritirarlo dall’istituto.

25 settembre 2018 (modifica il 25 settembre 2018 | 15:50)

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Autore dell'articolo: admin