Usa, la paralisi simil polio che sembra un’influenza fa sempre più paura: colpiti già 90 bambini


La mielite flaccida acuta, (AFM) una malattia simile alla poliomielite che colpisce sopratutto i bambini sani sotto i 4 anni di età e provoca paralisi agli arti fa sempre più paura negli Stati Uniti. Negli ultimi giorni i Cdc hanno confermato dieci nuovi casi, portando a 90 i pazienti con diagnosi confermata solo nel 2018 in 27 diversi Stati. Altri 162 casi sono monitorati e in attesa della conferma della diagnosi.

La mielite flaccida acuta: che cosa è e chi colpisce

La mielite flaccida acuta è una malattia rara che colpisce il sistema nervoso, in particolare la sostanza grigia del midollo spinale influenzando la capacità di trasmettere segnali tra il sistema nervoso centrale e periferico: può causare debolezza muscolare e la comparsa improvvisa di paralisi. Secondo un report dei Cdc americani (Centres for Disease and Prevention) oltre il 90% dei 414 pazienti diagnosticati dal 2014 all’ottobre scorso sono bambini al di sotto dei 4 anni, anche se in realtà anche gli adulti possono sviluppare la malattia. Inoltre è stato confermato che il 99% dei bambini che è stato colpito da mielite flaccida acuta aveva avuto una malattia virale con sintomi come febbre e tosse 3-10 giorni prima dell’insorgere della paralisi.

Virus sotto accusa

Le cause scatenanti della malattia, nonostante indagini approfondite, ancora oggi non sono del tutto chiare anche se l’ultimo rapporto dei Cdc dice che: «prove cliniche, di laboratorio ed epidemiologiche fino ad oggi suggeriscono un’associazione virale». Nelle settimane scorse però i Cdc sono stati criticati dagli stessi loro consulenti medici per non aver individuato un virus come causa, ma aver considerato come fattori scatenanti anche disordini genetici e tossine ambientali non meglio precisate che però, secondo molti esperti, sarebbero una causa poco probabile. E un’ondata di critiche sono arrivate anche da parte di molti genitori di bambini malati che accusano i Cdc di nascondere la morte di due giovanissimi pazienti colpiti da mielite flaccida acuta: nella pagina web di sorveglianza sulla simil-polio non è in effetti menzionato alcun decesso.

Gli enterovirus

Sotto osservazione sono gli enterovirus, virus piuttosto comuni che solo negli Stati causano tra i 10 e i 15 milioni di infezioni ogni anno, in particolare in estate e in autunno, proprio quando la mielite flaccida acuta raggiunge il picco. In particolare è fortemente sospettato un virus molto raro, l’enterovisrus D68 (EV-D68) un agente infettivo che – a differenza degli altri enterovirus più comuni (che in genere danno lievi disturbi respiratori e/o intestinali) – è stato associato a sintomi simili a quelli della poliomielite.

Il parere dell’esperto

Alcuni dei pazienti sono risultati positivi all’enterovirus D-68, ma altri no e questo ha creato molte perplessità sulla reale causa della grave malattia, anche se non è escluso che su alcuni bambini il test sia stato fatto troppo tardi per individuare la presenza del virus. Resta però un mistero perché solo un numero relativamente piccolo di persone sviluppa una paralisi dopo un’infezione da enterovirus: anche all’interno della stessa famiglia diversi fratelli possono sviluppare i sintomi simili al raffreddore, ma magari solo uno rimane paralizzato. Sul perché qualcuno sviluppa la paralisi e qualcun altro no Massimo Andreoni, professore di Malattie Infettive all’Università Tor Vergata di Roma e presidente della Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali prova a fare un’ipotesi: «Esistono diversi sottotipi di enterovisrus: alcuni, come per esempio il D68, ma non solo, sono particolarmente neurotropici, cioé hanno una maggiore capacità di invadere il tessuto nervoso con conseguenti manifestazioni neurologiche. Inoltre può subentrare una predisposizione individuale a sviluppare la malattia»

I sintomi

I sintomi iniziali della mielite flaccida acuta, come detto, assomigliano all’influenza: tosse, naso che cola starnuti, ma a distanza di qualche giorno subentrano le paralisi agli arti con iniziale debolezza dei muscoli delle braccia o delle gambe, perdita di riflessi muscolari, paralisi dei muscoli facciali comprese le palpebre cadenti, difficoltà con il movimento oculare, difficoltà nella deglutizione. Non esiste un test specifico per identificare la malattia (servirebbe una biopsia) e i medici per fare la diagnosi devono esaminare in modo approfondito la cartella clinica dei giovani pazienti.

Prevenzione

Benché ci siano ancora molti aspetti da chiarire, è bene ricordare che l’AFM continua a essere una malattia estremamente rara. Negli Stati Uniti, per esempio, interessa meno di una persona su un milione. «È una malattia seria e grave, i cui effetti sono molto simili alla poliomielite, oggi quasi debellata in tutto il mondo – aggiunge Andreoni -. L’AFM è monitorata dal 2014, ma attenzione a falsi allarmismi: non sta esplodendo e non siamo di fronte a un’epidemia perché i casi sono simili a quelli registrati nel 2014 (120 ndr) , a dimostrazione che le infezioni a enterovisrus hanno ricorrenze cicliche». Le raccomandazioni per ridurre i rischi, fino a quando se ne saprà qualcosa di più, sono quelli classici contro le malattie contagiose: far lavare spesso le mani ai propri bambini, assicurarsi che siano in regola con le vaccinazioni.

Non esistono cure e neppure vaccini

La mielite flaccida acuta è presente anche in Europa, in Russia, in Thailandia, in Asia. In Europa i casi finora segnalati sono stati molto pochi e non sembra esserci un’incidenza paragonabile a quella degli Stati Uniti. Non si può però escludere che sui dati incidano errori nelle diagnosi, considerato che l’AFM presenta sintomi paragonabili a diverse altre patologie neurologiche. Al momento non esistono cure specifiche e neppure vaccini: alcuni bambini guariscono completamente, per altri gli effetti sono più duraturi.

14 novembre 2018 (modifica il 14 novembre 2018 | 14:43)

© RIPRODUZIONE RISERVATA




Pagina ufficiale: http://xml2.corriereobjects.it/rss/salute.xml

Autore dell'articolo: admin