Usa, curata con ansiolitico per un attacco di panico, donna muore di rabbia trasmessa da un cane


In ospedale i medici della Virginia (Stati Uniti) credevano che quella donna in preda all’ansia e alla paura fosse vittima di un attacco di panico e dopo averle somministrato tranquillanti l’hanno rimandata a casa. Due giorni dopo la donna, 65 anni, arrivata in ospedale in ambulanza, in gravissime condizioni. Ma ormai era troppo tardi: la signora 65enne morta a causa della rabbia che le era stata trasmessa dal morso di un cane mentre si trovava in vacanza in India.

Il viaggio

I fatti risalgono al gennaio del 2017, ma i Centres for Disease Control and Prevention americani (CDC) hanno reso noto il rapporto da pochi giorni per spingere i cittadini americani a vaccinarsi prima di affrontare viaggi all’estero. La donna era stata in India per sette settimana in un ritito yoga a Rishikesh. Una mattina, appena uscita dall’albergo aveva visto un cucciolo di cane, ma quando l’ha accarezzato stata morsa alla mano destra. Una ferita lieve, cos la donna si limitata a lavare e disinfettare il morso.

La lunga agonia

Sei settimane dopo, una volta tornata in Virginia ha cominciato ad accusare i primi sintomi con dolore e intorpidimento alle braccia. Dopo tre giorni si recata in ospedale dove le stata diagnosticata la sindrome del tunnel carpale ed cos stata trattata con antinfiammatori non steroidei e un antidolorifico. Il giorno dopo per tornata di nuovo in ospedale in preda all’ansia, con insonnia, mancanza di respiro. A quel punto le stata diagnosticato un attacco di panico, trattato con un farmaco antiansia. Nonostante le cure la donna era sempre pi agitata e scoordinata nei movimenti. Alla paziente stato praticato un cateterismo cardiaco d’emergenza, ma le sue arterie erano in realt risultate libere. Quando la paziente ha cominciato a diventare molto aggressiva e a non riuscire a bere perch provava dolori atroci nella deglutizione (tipici sintomi della rabbia), i medici hanno cominciato a sospettare che la donna avesse contratto proprio quella malattia. Dal racconto del marito emersa la storia di quel piccolo morso del cagnolino. Ma ormai era troppo tardi: il vaccino antirabbia funziona solo se iniettato prima della comparsa dei sintomi. Diciotto giorni dopo la donna morta.

La diffusione della malattia

I Cdc con questo Report hanno voluto mettere in allerta tutti i viaggiatori: nonostante la rabbia canina sia stata debellata nei Paesi avanzati ancora presente nei Paesi in via di sviluppo, soprattutto India, Sud Est Asiatico e Africa. Dal 2008 questa donna a 24 vittima di rabbia negli Stati Uniti. Ogni anno nel mondo muoiono 59 mila persone per la rabbia che pu essere trasmessa non solo da cani e gatti, ma anche da pipistrelli, procioni, coyote e puzzole. Obiettivo dell’Onu debellare la rabbia entro il 2030. In Italia non si segnalano casi di malattia dal 2011.

I sintomi

La rabbia un’infezione causata da un virus (Lyssavirus) che pu essere trasmessa anche agli esseri umani attraverso il contatto tra la saliva dell’animale infetto e una ferita o una mucosa dell’uomo, in genere attraverso un morso. Quando il paziente inizia a presentare i segni e i sintomi della rabbia di solito gli rimangono pochi giorni di vita. Una volta penetrato nell’organismo il virus si moltiplica per poi diffondersi in modo incontrollabile nelle terminazioni nervose; da queste raggiunge il midollo spinale e prosegue fino al cervello. Il periodo di incubazione di solito compreso tra 2 e 12 settimane. I sintomi iniziali della malattia (ansia, formicolii) durano per circa 2-10 giorni per poi lasciare spazio a sintomi pi gravi come comportamento aggressivo, allucinazioni, agitazione, eccessiva produzione di saliva. Nelle fasi pi avanzate il paziente manifesta difficolt a deglutire, tanto da andare incontro a veri e propri attacchi di panico quando non riesce a placare la sete a causa degli atroci dolori alla gola quando prova a bere.

10 gennaio 2019 (modifica il 10 gennaio 2019 | 17:12)

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Autore dell'articolo: admin