Uniti e connessi noi italiani siamo imbattibili. Una storia emblematica


Uniti e connessi noi italiani siamo imbattibili. Una storia emblematica

 Photo Clement Marin / DPPI 


Dallara P217 Gibson team High Class racing, Le Mans Series 2018




Quando pensiamo di vivere in un paese in declino, dovremmo ricordarci delle cose in cui siamo ancora i migliori del mondo. Non si tratta soltanto di un esercizio consolatorio, ma dovrebbe servirci a capire su cosa puntare per ripartire. Per esempio le auto da corsa. Oggi parte una iniziativa che vede unite – che scelta poco italiana, unirsi! – alcune delle leggende del mondo dell’auto: Lamborghini, Ducati, Ferrari, Maserati e Dallara, per citare i più noti. Hanno una particolarità: non sono semplicemente marchi italiani, sono tutte aziende che stanno in quella che viene chiamata la “Motor Valley”, tra Bologna, Modena, Reggio Emilia, Ferrara e Parma. Motivo per cui le quattro università locali si sono unite – ancora! Una scelta davvero strana in un paese che sembra diviso su tutto – si sono unite per creare la Motorvehicle University of Emilia Romagna, e dare vita a sei corsi di laurea unici al mondo, come quello in “Racing Car Design”, progettazione di auto da corsa.

Dietro questa storia c’è un italiano abbastanza eccezionale, si chiama Andrea Pontremoli, è l’amministratore delegato di Dallara, l’azienda, per dirne una, che produce tutte le auto che corrono la mitica 500 miglia di Indianapolis. Una leggenda. Ma prima Pontremoli era stato il capo di IBM Italia, azienda dove era entrato giovanissimo come tecnico che riparava i computer, il che sembrava già tanto per il figlio di un mugnaio parmense. In IBM era stato uno dei primi a capire i vantaggi di Internet quando ancora non ne parlava nessuno, e qualche anno dopo aveva fatto notizia con il progetto, realizzato, di usare la banda larga per evitare l’isolamento e lo spopolamento di un paesino di qualche migliaio di anime sull’Appennino.

Qui la puntata di Repubblica Next dedicata a Dallara con intervista ad Andrea Pontremoli

Internet connette le persone, oggi lo dicono tutti, ma allora sembrava un pazzo. È in Dallara che Pontremoli ha dato il meglio di sé: avete presente questa storia del 4.0, del digitale che entra in fabbrica, dei sensori, dei simulatori di cui si parla da un paio di anni? Beh, in Dallara lo hanno fatto prima di tutti, hanno capito che diventare digitali non voleva dire farsi un sito web o una app, ma cambiare il modo di progettare, prototipare, produrre e distribuire qualcosa.

Pontremoli però è stato un pioniere di questo paese non tanto perché ha capito gli aspetti tecnologici della  rivoluzione digitale, ma perché ha sempre insistito sul fatto che per averne i benefici era necessario studiare, aggiornarsi, investire sulle competenze. E oggi, con la inaugurazione del polo didattico della Dallara Academy, chiude il cerchio. Qui aspettano gli studenti di ingegneria di tutto il mondo ma anche i più giovani, ci saranno laboratori ad hoc, per sperimentare e progettare.

Quando gli hanno chiesto il segreto dell’innovazione, Pontremoli una volta ha risposto: “Noi italiani siamo i migliori del mondo. Ma anche i più bravi nel trovare alibi ai nostri insuccessi”.

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Autore dell'articolo: admin