Una May sotto assedio rende omaggio al marito


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Mentre cresce la fronda dei ribelli in seno al partito conservatore britannico che punta ad una mozione di sfiducia contro la premier Theresa May per la bozza di accordo con l’Unione europea sulla Brexit, lei rende omaggio al marito definendolo la sua “roccia”. “È spesso più difficile per l’altra metà perché guarda, si sente protettivo e pensa: ‘Cosa stanno dicendo a mia moglie?’. Si prova del dolore”, dichiara la May in un’intervista al Daily Mail, rendendo onore al marito che l’ha sostenuta in questa settima campale, segnata dalle dimissioni di 4 ministri e dalla sfida alla sua leadership. “Siamo sposati da 38 anni. È molto tempo. Lui è la mia roccia. È incredibilmente importante – rimarca la May – avere qualcuno che ti sostiene così tanto, non coinvolto nelle complessità della politica ma presente per aiutare”.

Completato il rimpasto

Intanto, mentre incombe la minaccia della fronda oltranzista del suo partito che continua a raccogliere firme per la sfiducia, la May ha blindato il governo completando ieri il mini rimpasto. Ha richiamato la fedelissima Amber Rudd affidandole la guida del ministero del Lavoro al posto della dimissionaria Esther McVey. Rudd era stata costretta a dimettersi dal ministro dell’Interno con l’accusa di aver mentito al parlamento sullo scandalo dei diritti negati ai migranti storici caraibici della cosiddetta generazione Windrush. Ma in seguito, un’inchiesta interna ha stabilito che sarebbe stata a sua volta ingannata da alcuni funzionari. Al ministero della Brexit, May ha nominato un altro lealista, l’ex banchiere della City Stephen Barclay, al posto di Dominic Raab.

L’ombra della sfiducia

Malgrado il terremoto, continua a difendere il suo accordo con l’Ue come l’unico compromesso possibile. Il voto su una mozione di sfiducia può tenersi se almeno il 15% dei parlamentari Tory, 48 nella configurazione attuale, indirizzano al presidente del “comitato 1922” del partito conservatore delle lettere contenenti questa richiesta. Il “comitato 1922” rappresenta i deputati che non ricoprono alcun ruolo all’interno del governo. Alla May basta la maggioranza semplice del “Tory” per restare al timone e l’obiettivo è quota 158. “Ma molti a Westminster ritengono che la sua autorevolezza verrebbe danneggiata in modo tale da renderle impossibile andare avanti – osserva il Guardian – se c’è una ribellione sostenuta, superiore ai 100 parlamentari”.

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Autore dell'articolo: admin