Una frase di Salvini su “Hezbollah terroristi” ha messo in imbarazzo il governo 


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Ahmad GHARABLI / AFP 


Matteo Salvini in Israele (Afp) 




Un tweet delle 16:36, ora di Israele, al termine della visita di Matteo Salvini, scortato dall’esercito israeliano, alle postazioni dell’operazione ‘Scudo Nord’ che Tsahal sta conducendo contro i tunnel al confine tra Libano e lo Stato ebraico. Pochi minuti prima di salire sull’elicottero che lo porterà a Gerusalemme, Salvini usa i social per indicare Hezbollah, il movimento e partito sciita libanese, come “terroristi islamici”.

E scatena un putiferio in Italia, Paese che per anni ha avuto il comando di Unipol, la missione di pace delle Nazioni Unite presente in Libano. “Chi vuole la pace sostiene il diritto all’esistenza ed alla sicurezza di Israele. Sono appena stato ai confini nord col Libano, dove i terroristi islamici di Hezbollah scavano tunnel e armano missili per attaccare il baluardo della democrazia in questa regione”, scrive il ministro dell’Interno italiano.

Passa qualche ora e, da Roma, trapela il gelo della Difesa. Fonti del ministero e del comando italiano di Unifil esprimono “preoccupazione” e “imbarazzo” dopo il post pubblicato da Salvini.

“Non vogliamo alzare nessuna polemica – spiegano le stesse fonti – ma tali dichiarazioni mettono in evidente difficoltà i nostri uomini impegnati proprio a sud nella missione Unifil, lungo la “Blue line’. Questo perché il nostro ruolo super partes, vicini a Israele e al popolo libanese, è sempre stato riconosciuto nell’area. Tra l’altro l’Onu la sua parte la sta già facendo, c’è una missione, si chiama Unifil, da oltre 12 anni, e il comando è oggi sotto la guida italiana per la quarta volta. Ma il titolare del Viminale non ne vuole sapere di correggersi.

E, in conferenza stampa dopo l’incontro con il ministro israeliano della Pubblica sicurezza Gilad Erdan, il ministro ribadisce: “Se si scavano tunnel sotterranei non penso si faccia per andare a fare la spesa”. Salvini si dice “stupito dallo stupore” espresso da ambienti Unifil e della Difesa. “Sono orgoglioso del sacrificio e del lavoro dei militari presenti non soltanto in Libano, ma a casa mia i terroristi si chiamano terroristi, anche perchè ci sono sentenze della Corte europea”, insiste.

“Oggi ho dedicato la prima parte della missione a visitare il confine nord con il Libano dove c’è un evidente rischio di aggressione da parte dell’estremismo islamico a quello che è un baluardo della difesa, della sicurezza, dei diritti dei valori e delle libertà occidentali. E ribadisco la mia convinzione che chi vuole la pace sostiene Israele”.

Da Roma interviene a sostegno del ministero della Difesa, guidato dalla pentastellata Elisabetta Trenta, il capo politico del M5s, Luigi Di Maio, non tenero oggi con l’alleato leghista anche su un altro fronte, quello del nuovo filone di inchiesta sui fondi del partito. “L’Unifil è una delle missioni di di pace più importanti del mondo. Noi del MoVimento 5 Stelle abbiamo sempre citato quella missione di pace come un vero modello super partes”, scandisce Di Maio. “Quello che c’è da dire lo ha detto il ministero della Difesa – aggiunge – io mando un abbraccio ai militari che sono li’ e dico loro di tenere duro e andare avanti”.

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Autore dell'articolo: admin