Una famiglia è stata massacrata in un rito satanico


Rito satanico famiglia massacrata

Procura della Contea di Bucks / Afp


Shana e Dominique Decree



Nessuno aveva risposto quando l’assistente sociale aveva suonato alla palazzina di due piani: né Shana con le sue tre figlie, né la sorella con le sue bambine. Era tutto in silenzio, perché cinque persone, due donne e tre bambini, erano morte da due giorni. Una famiglia distrutta in quello che, agli investigatori, appare un patto satanico di omicidio-suicidio collettivo, legato a un culto con cui erano entrati in contatto su Internet.

Una donna di 45 anni, Shana Decree, e la figlia di 19, Dominique, sono state accusate della morte dei loro parenti, a Morrisville, un paesino di ottomila abitanti in Pennsylvania. Quando, alle 4 di mattina di lunedì, i poliziotti sono entrati nella casa delle due donne, dopo la segnalazione dell’assistente sociale che non era riuscita a contattare le due famiglie, la polizia ha trovato i corpi dei figli di Shana, Naa’Irah, 25 anni, e Damon jr, 13, la sorella della donna, Jamilla, 42, e le sue gemelline di 9 anni, Imani e Erika.

Erano tutti in una camera da letto, uno accanto all’altro. Attorno, foto sparpagliate della famiglia, specchi rotti, bicchieri infranti e porte sfondate. La morte risalirebbe alla notte tra sabato e domenica. “Erano finiti in qualche storia di culti religiosi e hanno voluto metterci dentro anche i bambini”, ha raccontato una parente delle vittime.

Shana e la la figlia Dominique sono state trovate dalla polizia, distese sul letto, in stato confusionale. La donna ha prima raccontato che era stato l’ex fidanzato della sorella, con due sconosciuti, a entrare in casa e uccidere tutti, tranne loro; poi ha cambiato versione raccontando di aver assistito a un rito collettivo di omicidio-suicidio cui lei e la figlia si erano sottratte.

La polizia le ha incriminate per i cinque omicidi premeditati. Rinchiuse in carcere, non è stata fissata neanche una cauzione considerata la gravità delle accuse per quello che è considerato il caso più atroce nella storia della contea. “Stiamo cercando di capire se si è trattato di un rito collettivo e di che tipo”. ha spiegato il capo della polizia di Morrisville, George McClay. “Di certo -ha spiegato – i ragazzi non potevano essere consenzienti: di sicuro non lo erano le due bambine di 9 anni”. 

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