Un tot di cose buone


Quanti, passati alla Storia come brutti ceffi, non hanno in vita loro fatto almeno un tot di cose buone? Solo pochi giorni fa il Presidente Antonio Tajani ci ricordava come tra un omicidio politico e una merenda con Hitler, Mussolini aveva pur bonificato la pianura pontina, fatto arrivare i treni in orario e lanciato Amedeo Nazzari. E da un diario comprato da Dell’Utri (c’è chi dice anche scritto), risulta che il duce abbia caricato agli etiopi tutte le astronomiche bollette del gas consumato per asfissiare gli etiopi stessi. Quando si dice spending review… ma l’elenco di brava gente finta alla gogna è lungo: forse non tutti sanno che ogni sera Stalin rimboccava le coperte a migliaia di piccoli orfani dei kulaki, Videla introdusse nel Garage Olimpo la pet-terapy, Jack lo squartatore faceva volontariato e Attila introdusse il reddito di sterminio. Venendo a oggi, è sotto gli occhi di tutti come certi giornaloni trattano il capo della Lega senza mai essersi nemmeno presentati alle elezioni. In quanto a Saviano, quello l’unica volta che qualcuno l’ha votato è stata per alzata di mano in un famoso summit dei casalesi.
Ma vi ricordate quando Salvini fu crocifisso per aver abbracciato pericolosi ultras pregiudicati in odor di narcotraffico, presentandosi loro come «indagato tra gli indagati»? Ebbene, i suoi detrattori non sospettavano minimamente, che lui, a quel pericoloso ultras, gli stava in realtà piazzando una cimice dietro l’orecchino! Ecco perché, novello Serpico, Matteo non indossava il solito giubbotto di Polizia d’ordinanza: era in incognito. E quando l’hanno accusato del sequestro di 177 naufraghi, in realtà terroristi portatori di malattie tropicali pronti ad attaccare l’Italia? Fortuna che a restituirgli l’onore ci ha pensato il Senato. E pure a creare un ottimo precedente: adesso (per difendere la Patria, ça va sans dire), qualunque Ministro può commettere reati, non solo quindi sequestrare esseri umani, ma dovesse servire… perché no? anche torturare la colf, ridurre anziani in schiavitù, molestare diversamente abili, allevare cincillà nei locali di una Asl. Che poi, per inciso, appena Salvini si accorse che sulla Diciotti i terroristi infetti mangiavano e bevevano a sbafo, mise subito fine alla pacchia disperdendoli sul territorio, facendone così perdere le tracce (sempre per difendere la Patria, ça va sans dire). Sia come sia, col pretesto della libertà di stampa, abbiamo ancora in giro un mucchio di malelingue, ma un taglio oggi, una querela domani… sia ben chiaro, a offenderlo non è mica il tormentone di «ministro della malavita», è piuttosto l’evocazione di Giovanni Giolitti che al Capitano fa venire il prurito alle mani: ma come si permette ‘sto Saviano di paragonarlo a un vecchio rincoglionito antifascista?


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