Un riservato cantore della rivoluzione


Del gruppo della neo-avanguardia, Nanni Balestrini fu il più estremo, sia dal punto di vista artistico che politico, perseguendo una poesia totale, visiva anche quando ritagliava brani altrui per il suo Tristano, o registrava e montava i racconti dell’operaio salernitano Alfonso per il suo romanzo più famoso Vogliamo tutto (1971). Una strana avanguardia quella del Gruppo ’63, con Alfredo Giuliani che criticava Roland Barthes e non nominava il papa delle avanguardie europee, Guillaume Apollinaire. Ho frequentato Balestrini, dal 1973 al … Continua

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