Un prete è stato condannato in India a 20 anni per una violenza su ragazza di 16 anni


Un prete è stato condannato in India a 20 anni per una violenza su ragazza di 16 anni

Afp


Robin Vadakkumchery




Un tribunale indiano ha condannato un anziano prete cattolico a 20 anni per violenza su minore, si tratta dell’ultimo scandalo per stupro che coinvolge la Chiesa nello stato meridionale del Kerala. Robin Vadakkumchery è stato giudicato colpevole di aver violentato una studentessa sedicenne e il crimine è venuto alla luce solo dopo che la vittima ha partorito un bambino nel febbraio del 2017.

Per mancanza di prove, la corte ha assolto quattro suore, un prete e un dipendente dell’orfanotrofio che erano stati accusati di aver cercato di coprire il crimine e di proteggere l’influente Vadakkumchery. Dopo che un’associazione per i diritti dei bambini ha segnalato il parto segreto alla polizia, che ha arrestato il sacerdote all’aeroporto di Kochi mentre tentava di imbarcarsi su un aereo per il Canada, molti dei principali testimoni del caso sono diventati ostili.

“Quasi tutti i testimoni indipendenti si sono rivelati non cooperativi, rendendo difficile per noi fornire prove sostanziali contro tutto cio’ che la difesa ci ha lanciato”, ha detto l’ispettore Sunil Kumar, che ha indagato sul caso. Persino il padre della vittima aveva testimoniato che lui, e non il prete, aveva violentato la ragazza, mentre sua figlia ha detto al tribunale che la relazione era consensuale e aveva affermato di essere stata adulta in quel periodo. Il sesso – consensuale o meno – con una persona di eta’ inferiore a 18 anni e’ considerato uno stupro in base alle severe leggi indiane sulla protezione dell’infanzia.

Solo la registrazione ufficiale fatta dal medico quando è nato il bambino potrebbe provare che la ragazza fosse minorenne al momento del parto, ha detto Kumar. “Fortunatamente per noi, il medico che ha registarto il bambino ha mantenuto la sua posizione, quindi abbiamo potuto provare senza dubbio che la vittima era una minorenne al momento”, ha detto. La vittima era una studentessa in una scuola gestita dalla Chiesa che rientrava nella giurisdizione di Vadakkumchery.

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