Un neurologo leghista non ha preso bene il fatto che la figlia cantasse ‘Bella ciao’


lega napoli bella ciao

Antonella Di Girolamo / AGF 


 Una bambina tra i libri di scuola



“Avendo sorpreso mia figlia a canticchiare “Bella ciao” ho appreso da lei con mia somma meraviglia che questa canzone farà parte della recita di Natale della scuola elementare De Amicis che quest’anno verterà sulla Costituzione italiana e non sul Natale. Non vorrei allora che questa decisione altro non sia che una scelta ad hoc fatta per non turbare la sensibilità delle famiglie di religione mussulmana che hanno i loro figli in quella stessa scuola. Sia però ben chiaro che non consentirò in alcun modo a mia figlia minorenne, di cantare una canzone che evoca uno dei momenti più bui della storia d’Italia, scritta da vigliacchi senza patria e senza divisa che sparavano alle spalle ai veri soldati italiani”.

È il post rabbioso pubblicato sulla sua pagina Facebook da Paolo Santanelli, neurologo ma anche, come scrive il Corriere del Mezzogiorno, dirigente della Lega a Napoli, e che ha creato  scompiglio tra genitori e scuola elementare De Amicis, quartiere Chiaia.

Tutto ruoterebbe attorno alla recita di Natale, che quest’anno affronta (o avrebbe dovuto affrontare), il tema della Costituzione. Grande rabbia ha scatenato l’aver appreso, da parte del padre, che la figlia avrebbe dovuto cantare Bella Ciao “canzone che evoca uno dei momenti più bui della storia d’Italia” scrive. 

Ma non ne farebbe un fatto politico, no, in un altro post il medico tende a puntualizzare che “Pur essendo un dirigente Lega, questa iniziativa ha voluto avere il solo intento di proteggere i bambini dalla violenza di quegli adulti che per scopi ideologici cercano di sfruttare la loro purezza”, e continua “Io desidero che a Natale mia figlia canti la natività di Gesù bambino in tutto quel magico mondo che appartiene alla sua età e non intoni una canzone di guerra che richiama morte, odio e violenza. Che i dirigenti e gli insegnanti se proprio vogliono fare politica, si occupassero allora di migliorare mense, bagni e strutture, assumendosi la responsabilità di denunciarne le precarietà, soprattutto in un momento in cui circa l’80% degli edifici scolastici a Napoli risulta non essere a norma”.

Una vera e propria azione politica eseguita sulla pelle di innocenti dunque, secondo il dottor Santanelli, che non riconosce alcuna connessione tra i valori cristiani e quelli espressi nella Costituzione, trovando quindi inappropriato l’omaggio durante le feste. Una scelta fatta, secondo i sospetti del “padre deluso dalla scuola” (così si firma), per non turbare, come lui stesso scrive, “la sensibilità delle famiglie di religione mussulmana”. L’allarme lanciato da Santanelli non è passato inosservato sui social dove il neurologo ha ricevuto il plauso di altri genitori e amici: “Bene hai fatto Paolo Santanelli a contrastare la dottrina dell’accettazione dell’innaturale nelle scuole dell’infanzia”, “Caro Paolo, in un racconto furfante come la resistenza non poteva mancare la canzone commemorativa. Fa parte del pacchetto commerciale di una storia largamente travisata a vantaggio della sinistra, utile nel dopoguerra per istituire dogmaticamente una supremazia culturale in danno alla verità storica.” e conclude Gianfranca scrivendo “Sarebbe stato meglio faccetta nera”. 

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