Un malato di cancro su due usa «rimedi naturali», inconsapevole dei rischi che corre


Più o meno la metà dei malati di tumore fa uso di medicine complementari, anche mentre si sottopone ai trattamenti ufficiali quali chemio e radioterapia, completamente ignara dei rischi che corre. L’obiettivo a cui puntano i pazienti è quello di sentirsi meglio, contrastare gli effetti collaterali di medicinali anticancro e radiazioni, rinforzare corpo e mente, magari depurare l’organismo dagli effetti tossici. L’elenco dei rimedi «naturali» ai quali ricorrono i pazienti è molto lungo, va dai più disparati tipi di erbe alla meditazione, dai cambi di alimentazione (con aggiunta di vitamine e integratori vari) a yoga e agopuntura. Nella maggioranza dei casi non ne parlano con gli specialisti, ma si affidano a internet e al passaparola fra malati e amici. E fanno malissimo, perché molte di queste strategie (che potrebbero essere di supporto se assunte in modo adeguato e con il parere di un medico) possono invece avere conseguenze gravi: diminuire l’efficacia delle terapie anticancro e peggiorare la tossicità, invece di alleviarla.

Ecco le piante che aiutano a prevenire (o curare) i tumori


Erbe «amiche»


Sei malati su 10 ignorano effetti collaterali

A richiamare l’attenzione degli oncologi sulla diffusione delle terapie complementari fra i pazienti sono due ricerche presentate durante il convegno annuale della European Society for Medical Oncology (Esmo), in cui lavori si aprono ufficialmente venerdì 19 ottobre a Monaco di Baviera.Gli studi hanno indagato modi e tipologie di «cure naturali» utilizzate in gruppo di pazienti con vari tipi di sarcoma , una rara forma di cancro che colpisce soprattutto ossa e tessuti molli. Il 51 per cento di loro ha dichiarato di aver fatto ricorso ad altre terapie oltre quelle ufficiali (le più popolari sono risultate vitamine e minerali, prima fra tutte la vitamina D), il 15 per cento dei quali in parallelo con i trattamenti anticancro standard. Il 60 per cento dei malati si dichiara però poco informata sulle possibili interazioni fra i vari medicinali e sui potenziali effetti collaterali dei rimedi naturali.Il 43 per cento dei partecipanti si è informata su internet o tramite altri media, il 15 per cento ha chiesto ad amici, il 14 per cento a non meglio definiti «professionisti della salute».I motivi per cui ricorrono a rimedi «extra» sono soprattutto rafforzare il sistema immunitario, riacquistare forze, ridurre tensione e stress, disintossicarsi, ma anche «combattere il tumore e non lasciare nulla d’intentato».

No al fai da te: parlatene con un medico

«I pazienti, come la popolazione generale del resto, tendono a credere che integratori, erbe o prodotti naturali vari siano in genere sicuri, ma non sono del tutto senza rischi – commenta Antonio Russo, membro del consiglio direttivo dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom) -. Invece possono comportare conseguenze molto serie: si possono sommare gli effetti delle terapie anticancro a quelle degli altri medicinali e questo può tradursi in un cumulo di tossicità e di complicazioni. Oppure possono interagire con l’efficacia dei trattamenti contro il tumore e renderli meno potenti. I pazienti devono sempre confrontarsi con il loro medico prima di iniziare qualunque cura».L’elenco dei rimedi «naturali» più popolari comprende vitamine, integratori, prodotti della medicina cinese, vari tipi di erbe, omeopatia, agopuntura , meditazione, yoga, Tai chi. E pure cambi di dieta, come il passaggio a un’alimentazione vegana.

Ginnastica, yoga, agopuntura, mindfulness raccomandate dagli oncologi

Ma non tutto ciò che passa sotto il termine «terapie complementari» è uguale. Basandosi sui dati scientifici che sono oggi a disposizione l’Esmo riconosce come utili terapie di sostegno, perché portano vantaggi concretamente dimostrati: esercizio fisico, yoga , agopuntura e mindfulness per la riduzione dello stress. Non rientrano invece tra le strategie raccomandate: integratori antiossidanti, vitamine ad alte dosi, erbe, minerali, ossigeno- e ozonoterapia, fitoestrogeni o altri rimedi che non hanno dimostrato alcuna efficacia o hanno dato conseguenze negative.«La riabilitazione (di mente e corpo) indispensabile per il benessere dei malati di cancro – conclude Russo, che è ordinario di Oncologia medica dell’Università di Palermo -. E’ però fondamentale evitare il “fai da te” da parte dei malati nella scelta di cure complementari. E il fatto che Esmo abbia focalizzato la sua attenzione sul loro utilizzo significa anche che, vista la loro estrema popolarità fra i nostri pazienti, noi oncologi dobbiamo essere i primi attori a conoscenza degli effetti di queste pratiche e offrire soluzioni ai nostri malati per quei problemi che li inducono a rivolgersi alle terapie complementari.

18 ottobre 2018 (modifica il 18 ottobre 2018 | 19:47)

© RIPRODUZIONE RISERVATA




Pagina ufficiale: http://xml2.corriereobjects.it/rss/salute.xml

Autore dell'articolo: admin