Un intervento alla prostata comporta sempre incontinenza e impotenza?


Mio marito, 63 anni, ha ricevuto una diagnosi di tumore alla prostata e verr operato. Anche se ci hanno tranquillizzato circa la situazione (far chirurgia nerve sparing e pare non dovr seguire altre terapie), ci spaventano le conseguenze in termini di impotenza e incontinenza. Facendo riabilitazione possiamo sperare in una buona ripresa? Devo insistere perch veda uno psicologo?

Risponde Alberto Lapini, presidente Societ italiana Urologia oncologica, responsabile Prostate Cancer Unit, Ospedale Careggi, Firenze

La diagnosi di cancro, indipendentemente dalla sua specifica aggressivit, genera sempre sensazioni di paura nel paziente e nei suoi cari. E dopo le angosce relative alla sopravvivenza, se le risposte sono confortanti, compare l’esigenza di sapere come continuer la vita. Chi ha visitato suo marito ha proposto un intervento di prostatectomia radicale con tecnica nerve sparing, una soluzione che viene indicata a pazienti a basso rischio di progressione della malattia, in cui la sola chirurgia risulter risolutiva, senza necessit di altre terapie in una elevatissima percentuale di casi. Mi permetto quindi di rassicurarla. Va per detto che qualsiasi atto chirurgico (seppur condotto perfettamente) pu comportare complicanze.

L’incontinenza

Per la prostatectomia le pi temute sono l’incontinenza urinaria e l’impotenza. La prima pu interessare fra il 6 e il 30% dei pazienti e questa variabilit deriva dal fatto che ancora oggi non c’ consenso sulla definizione di incontinenza urinaria (molti considerano tale anche piccole perdite controllate facilmente da un assorbente al giorno). Inoltre l’incontinenza legata a diversi fattori che possono essere preesistenti alla chirurgia prostatica (come malattie neurologiche o obesit) e pu dipendere dalla tecnica utilizzata, nerve sparing o no, e dall’esperienza del chirurgo. Una volta dimesso, ritengo sia utile per suo marito farsi seguire da personale esperto in riabilitazione perineale, che potr insegnargli semplici esercizi di contrazione e distensione, che contribuiscono a rieducare i muscoli della pelvi, e suggerirgli alcune regole di vita da adottare nei primi tempi (tipo di alimentazione, riposo post-prandiale, rispetto degli intervalli minzionali). Se necessario si pu ricorrere temporaneamente a farmaci che riducono la contrazione della muscolatura vescicale, limitando quindi la fuoriuscita di urina, oppure alla chirurgia mininvasiva o a infiltrazioni locali di sostanze usate anche in medicina estetica (come collagene e silicone) per rinforzare l’uretra contro le perdite. Sono rimedi che vanno decisi insieme a uno specialista, in base alle caratteristiche di ogni paziente.

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L’impotenza

Quanto all’impotenza, la frequenza con cui si verifica estremamente variabile. Il recupero della funzionalit erettile risulta nettamente migliore in pazienti sotto i 65 anni. Inoltre possono influire altri fattori: patologie concomitanti (diabete, ipertensione , ipercolesterolemia), fumo, terapie anti-ipertensive che possono ridurre da soli la funzione erettile. Quanto all’intervento, se si pu praticare la tecnica nerve sparing bilaterale le possibilit di recupero spontaneo sono elevate, specie nell’uomo relativamente giovane e in assenza di altri fattori di rischio. Anche in questo caso utilissimo affidarsi al riabilitatore e iniziare al pi presto un protocollo di recupero (che prevede anche la terapia con farmaci PDE-5 inibitori quali sildenafil, tadalafil, vardenafil), in modo da evitare la formazione della fibrosi dei corpi cavernosi che si verifica nell’organo in assenza di erezioni. In caso di mancata risposta ai PDE-5 inibitori si pu proporre una terapia iniettiva con prostaglandine o un protocollo riabilitativo mediante vacuum device. Non meno importante l’aspetto psicologico dei pazienti, che devono adattare le proprie attivit lavorative, sportive e sociali alla fase di recupero (pu servire anche un anno).

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Sport e alimentazione

Senza fretta, tutti gli sport sono possibili; meglio iniziare con camminate e nuoto, per poi arrivare a corsa e a ciclismo. Anche l’alimentazione non prevede restrizioni, salvo per gli irritanti (eccessi di spezie, cibi piccanti, alcolici) e gli alimenti che possono produrre gas intestinale perch almeno inizialmente possono essere causa di perdite urinarie. Fondamentale chiedere aiuto e parlare con i medici delle proprie necessit. A volte pu essere utile un sostegno psicologico o la consulenza con sessuologi.

27 novembre 2018 (modifica il 27 novembre 2018 | 16:14)

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