Un inedito vertice a 3  per cercare una soluzione per la Siria


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I leader di Turchia, Russia, Francia e Germania riuniti per la prima volta a Istanbul per affrontare la crisi siriana hanno chiesto di preservare il cessate il fuoco in vigore nella provincia ribelle di Idlib e una “soluzione politica” al conflitto che devasta il paese dal 2011. Il vertice “ha sottolineato l’importanza di un cessate il fuoco duraturo (a Idlib) e al contempo la necessità di continuare la lotta contro il terrorismo”, secondo la dichiarazione finale letta dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan. L’incontro ha accolto con favore i “progressi” compiuti a Idlib per l’istituzione di una zona smilitarizzata e il ritiro dei gruppi radicali da questa zona, in base all’accordo turco-russo concluso a settembre. 

“Spetta ai siriani decidere il destino di Assad”

Il presidente Erdogan, il presidente russo Vladimir Putin, il presidente francese Emmanuel Macron e la cancelliera tedesca Angela Merkel hanno sottolineato la loro determinazione “a lavorare insieme per creare condizioni favorevoli alla pace e alla sicurezza in Siria” e a “sostenere una soluzione politica e rafforzare il consenso internazionale a tale riguardo”. In caso di elezioni, spetta ai siriani “dall’interno e dall’esterno” decidere il destino di Assad, ha detto Erdogan.

I quattro leader hanno anche chiesto “l’istituzione e riunione a Ginevra prima della fine dell’anno del Comitato costituzionale” che dovrebbe elaborare una nuova legge fondamentale, “se le condizioni lo consentiranno”. Hanno anche sottolineato l’importanza “di assicurare l’accesso rapido, sicuro e senza restrizioni delle organizzazioni umanitarie in Siria”. Il vertice, inedito nel formato, vuole che si possano creare le “condizioni” per un ritorno “sicuro e volontario” dei rifugiati e degli sfollati siriani nelle loro case. Il conflitto in Siria ha lasciato oltre 360.000 morti e milioni di sfollati dal 2011.

Nelle dichiarazioni dopo il vertice, Macron ha invitato la Russia a “esercitare una pressione molto chiara sul regime siriano” per assicurare un “cessate il fuoco stabile e duraturo a Idlib”. “Contiamo sulla Russia per esercitare una pressione molto chiara sul regime, che le deve la sua sopravvivenza”, ha detto.

L’accordo tra Mosca, alleato del regime, e Ankara, paladina dei ribelli, includeva una “zona smilitarizzata” larga da 15 a 20 chilometri per separare i territori di Idlib ancora controllati dai ribelli (in parte jihadisti di Al Nusra, in parte appartenenti ad altre milizie riferibili alla Turchia) dalle regioni sotto il controllo del governo. Erdogan e Putin avevano raggiunto questo accordo in extremis mentre il regime stava per lanciare un’importante offensiva su questa ultima grande roccaforte delle opposizioni, a rischio di una catastrofe umanitaria.

Tavoli contrapposti

La formazione sotto l’egida dell’Onu di una commissione costituzionale dedicata alla stesura di una nuova legge fondamentale e alla quale il vertice di Istanbul porta il suo sostegno, promette di essere una grande sfida.
Anche l’inviato Onu per la Siria, il dimissionario Staffan de Mistura, che ieri ha deplorato la paralisi del suo piano, era presente al vertice di Istanbul. Turchia e Russia formano con l’Iran un trio imprescindibile su un terreno in cui questi tre paesi hanno investito notevoli risorse militari.

La Francia e la Germania sono con altri cinque Paesi, compresi gli Stati Uniti, il “piccolo gruppo” sulla Siria, che sta lavorando per trovare una soluzione politica. I loro sforzi, tuttavia, sono stati oscurati dal cosiddetto processo di Astana guidato da Ankara, Mosca e Teheran. 

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Autore dell'articolo: admin