“Umiliato al mio arrivo in Italia”


Cesare Battisti si è sentito umiliato al suo arrivo in Italia, il 14 gennaio scorso. L’ex terrorista dei Pac condannato all’ergastolo è stato estradato dalla Bolivia dopo oltre 35 anni di latitanza trascorsi in gran parte tra la Francia e il Brasile.

“Lo abbiamo trovato abbastanza bene, tranquillo” spiegano Maurizio Turco e Irene Testa del Partito Radicale che alla presenza degli avvocati di Battisti, Annamaria Uras e Rosaria Manconi, lo hanno incontrato per qualche minuto nel carcere di massima sicurezza di Oristano dove l’ex terrorista è detenuto.

Battisti “ci ha ribadito che gli agenti della polizia penitenziaria lo stanno trattando bene, ma di essersi sentito umiliato e di non riconoscersi nella descrizione fatta della sua persona” hanno fatto sapere gli esponenti radicali all’agenzia Ansa.

Testa ha spiegato che Battisti “non si è lamentato delle condizioni di vita carceraria ma ha spiegato di avere subito una sorta di ‘maltrattamento’ per il fatto che lui non è la stessa persona di 40 anni fa, mentre è stato considerato, anche dai media, come se i reati li avesse commessi oggi. Ci ha detto che alcuni parenti hanno fatto istanza per venirlo a trovare e ci ha parlato dei suoi tre figli, di cui due in Francia e uno in Brasile”.

Cesare Battisti “ha ribadito che gli agenti della polizia penitenziaria di Oristano lo stanno trattando bene, cosa peraltro confermata da altri detenuti che non hanno denunciato alcuna anomalia e entrando più nello specifico, ci ha detto di essere rimasto male per come è stato trattato al suo arrivo in Italia, ci ha spiegato di essersi sentito umiliato e di non riconoscersi nella descrizione fatta della sua persona, perché ci ha detto testualmente di non essere più quella persona che era 40 anni fa, che non ci si può accanire così e non si può scontare una condanna due volte”.

La gestione dell’arrivo di Battisti all’aeroporto di Ciampino era stata criticata dalle opposizioni e dalla componente Area del Csm per la spettacolarizzazione dell’evento che avrebbe tra l’altro leso i diritti dello stesso ex terrorista. La Camera penale di Roma aveva annunciato un possibile ricorso anche contro il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede per un video delle fasi dell’arrivo di Battisti pubblicato poi sui social dallo stesso Guardasigilli.




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Autore dell'articolo: admin