Ue, manovra e governo: un intreccio esplosivo 


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Agf


Di Maio, Conte e Salvini




Lo spread sotto quota 200 è una buona notizia per gli italiani. Più lo spread scende, minori sono gli interessi da pagare sul debito pubblico, che ammonta a 2364,7 miliardi di euro. Evidentemente il decreto legge, approvato il primo luglio, che ha ridotto il disavanzo del 2019 di circa 7,6 miliardi, riportando il rapporto deficit/pil al 2,04%, non solo ha indotto la Commissione Ue ad allontanare la minaccia della procedura d’infrazione per debito eccessivo, ma convince anche i mercati.

Lunedì il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha convocato al Viminale 43 parti sociali, presentandosi con l’ex sottosegretario Armando Siri, indagato per corruzione. La sua intenzione è quella di rivedere le parti sociali all’inizio di agosto, per poi presentare in Parlamento la manovra economica 2020 già a settembre. Solitamente la manovra arriva in Parlamento nella seconda metà di ottobre.

Le polemiche per l’incontro

Questa accelerazione sui tempi ha irritato il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte che parla di “scorrettezza istituzionale”: “La manovra economica si fa a palazzo Chigi con il ministro dell’Economia e tutti i ministri interessati. Non si fa altrove, non si fa oggi e tengo a precisare che i tempi li decide il presidente del Consiglio”. Salvini ha poi gettato acqua sul fuoco: “I tempi li detta Conte, ma la manovra prima si fa e meglio è”.

Anche il ministro per lo Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, non ha preso bene il protagonismo di Salvini in materia economica: “Se i sindacati vogliono trattare con un indagato per corruzione messo fuori dal Governo lo prendiamo come un dato. E ci comportiamo di conseguenza”. Le parti sociali erano comunque presenti al Viminale ai massimi livelli.

Il leader della Cgil, Maurizio Landini, è stato tra i primi a parlare, per poi lasciare la riunione e recarsi a Bologna per i funerali dello storico leader della Fiom Bruno Papignani. Landini ha contestato a Salvini il decreto sbloccacantieri, che favorisce “le infiltrazioni della criminalità organizzata attraverso appalti e subappalti”. Salvini ha replicato: “Senza appalti e subappalti non ci sarebbe lavoro”. Controreplica di Landini: “Il lavoro deve essere sicuro e di qualità”. Il leader del Pd, Nicola Zingaretti, commenta: “Salvini ha convocato i sindacati con Siri solo per far dimenticare l’affare Russia”.

Non sarà comunque una manovra semplice perché c’è molta carne sul fuoco: la clausola di salvaguardia per evitare l’aumento dell’Iva, inserita l’anno scorso dal Governo Conte, costa da sola 23 miliardi; l’aliquota Irpef al 15% per i nuclei familiari con un reddito fino a 55mila euro costerebbe almeno 12 miliardi; il Movimento 5 Stelle spinge per il salario minimo e la riduzione del cuneo fiscale.

I contratti pubblici, gli 80 euro di Renzi

Ci sono poi i contratti pubblici da rinnovare, reddito di cittadinanza e quota 100 da confermare e le spese indifferibili. Sul fronte delle entrate si parla di spending review e di uno stop agli 80 euro di Renzi. Il compito di far quadrare i conti, che attende il ministro dell’Economia Tria, fa tremare le vene ai polsi.

Domani dalle 18 il Parlamento europeo concederà o meno la fiducia a Ursula Von der Leyen, la popolare tedesca candidata a sostituire Jean Claude Juncker alla guida della Commissione Ue. Serviranno almeno 374 sì e si voterà a scrutinio segreto. Gli eurodeputati Ppe, tra cui FI, voteranno compatti a favore. La gran parte dei socialisti, tra cui il Pd e il Psoe, dovrebbe votare sì (con le significative eccezioni perlomeno dei tedeschi della Spd e dei laburisti britannici).

Via libera anche dai liberali e da parte dei conservatori. Il premier Conte, che oggi ha avuto un colloquio con Angela Merkel, ha invitato i partiti della maggioranza a sostenere il tentativo di Von der Leyen.

Il Movimento 5 Stelle, che conta 14 eurodeputati tra i non iscritti, ha incontrato la candidata tedesca e si dichiara possibilista. La Lega, che conta 29 eurodeputati nel gruppo di Identità e Democrazia con Le Pen e AfD, non ha invece avuto il piacere di un rendez-vous con la ministra della Difesa di Berlino. è infatti per ora saltato l’incontro tra Von der Leyen e il capogruppo Marco Zanni.

Matteo Salvini non l’ha presa bene: “Per avere un Commissario prima bisogna avere una Commissione. Domani Von der Leyen dovrà trovare i voti e non mi sembra che la situazione sia così chiara e delineata. Noi a scatola chiusa non votiamo nessuno”. L’Italia vorrebbe il Commissario per la Concorrenza e comunque un commissario economico.

A chi gli chiedeva se il candidato della Lega sia Giancarlo Giorgetti, Salvini replica: “Giorgetti sarebbe una delle figure migliori, non l’unica, ma l’indicazione comunque spetterà al presidente del Consiglio”. La Lega finora non ha ottenuto nulla in Europa, neppure nelle commissioni parlamentari, e la leghista Mara Bizzotto parla di “vergognoso e antidemocratico cordone sanitario contro la Lega e il gruppo di Identità e democrazia”.

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Autore dell'articolo: admin