UE, manifesto anti-sovranista. Renzi firma per l’Italia


“Ci restano otto mesi per convincere, in ognuno dei nostri paesi, che l’Europa merita un nuovo progetto”

Matteo Renzi

Mancano otto mesi esatti alle elezioni europee del 2019 e visto il crescere dei consensi delle correnti sovranità e populiste, i leader più progressisti hanno deciso di unire le forze nel tentativo di rilanciare l’Unione Europea e riportarla ai fasti di qualche anno fa.

Il primo passo, rivelato in esclusiva per l’Italia dal quotidiano La Stampa, è un manifesto firmato da otto leader progressisti di altrettanti Paesi UE, un appello che dovrebbe convincere i cittadini a fare una scelta diversa da quella che si sta configurando in queste settimane per l’Europa.

Risvegliamo l’Europa!

Nel 1918 l’Europa usciva stremata da una guerra sanguinaria e senza aver attenuato le tensioni che erano alla genesi del conflitto. Nel 1939, sul fondo di un’ ennesima crisi, scoppiava una nuova guerra e si assistette alla recrudescenza dei fascismi. Ci sono voluti decenni di sforzi, di compromessi perché una nuova generazione possa finalmente proporre agli Europei, quello che dei dirigenti sonnolenti dell’epoca delle due guerre, gli avevano rifiutato: un’Europa di pace, di prosperità e di libertà.

Un secolo più tardi, mentre il nostro continente è di nuovo confrontato alle divisioni e all’immobilismo, rifiutiamo di essere una generazione sonnolente. Bisogna agire ora, o il progetto europeo perderà fiato. Peggio, sarà asfissiato da dei dirigenti populisti per i quali l’Unione è un’anomalia della Storia che dev’essere annientata.

A otto mesi dalle elezioni europee che permetteranno ai cittadini dei 27 paesi di scegliere quale Europa vogliono, lanciamo questo appello: proponiamo di rifondare l’Europa per finalmente rispondere alle aspettative dei cittadini e per ricongiungerci alle promesse dei padri fondatori.

L’appello è firmato dall’ex Presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi, dal Primo Ministro di Malta Joseph Muscat e dal leader del partito olandese Democrazia 66 Alexander Pechtold. Per la Francia c’è il presidente di En Marche Christophe Castaner, mentre per la Spagna la firma è di Albert Rivera, presidente del partito Ciudadanos.

Ci sono anche la Romania con l’ex premier Dacian Cioloș e il Belgio col presidente del Movimento Riformatore Oliver Chastel. L’ultima firma è quella di Guy Verhofstadt, ex primo ministro del Belgio e ora Capogruppo dell’ALDE al Parlamento Europeo.

Il testo prosegue spiegando che oggi l’UE “appare spesso come inadeguata per fronteggiare le sfide, che siano ecologiche, economiche o migratorie” e appare anche inadeguata rispetto alle aspettative dei cittadini. I leader, però, si dicono certi che “la promessa europea non è persa, ma sta sonnecchiando“:

Non si tratta soltanto di superare, una volta per tutte, le divisioni che caratterizzano la politica europea da quarant’anni a questa parte e che hanno portato all’impasse attuale – si tratta di ribadire con forza che tutti gli Orban, i Le Pen, i Salvini d’Europa non sanno fare altro che incriminare l’Unione, di accusarla di tutti i mali senza proporre niente di costruttivo, senza neppure mettersi d’accordo su una risposta unica. Noi dobbiamo proporre.

Salvini, Orban e Le Pen vengono citati in modo diretto, anche quando l’appello spiega quale sarebbe l’obiettivo di questo progetto comune di rifondazione:

Piuttosto che le minacce di “pulizia di massa” di Salvini, dello “sbarazzarsi dell’Islam” de l’AFD tedesco o dello “smetterla con l’Europa” della signora Le Pen, rivendichiamo con fierezza i valori fondatori di pace, di libertà, di prosperità e di solidarietà. […] Piuttosto che un continente diviso e indebolito, alla mercé delle grandi potenze mondiali, rivendichiamo un’Europa sovrana che agisce con forza là dove un paese isolato è impotente: la politica monetaria, la sicurezza, la difesa, la transizione ecologica e agricola, l’immigrazione e la trasformazione numerica.

Gli otto leader si dicono pronti “a riformare i trattati se la rifondazione dell’Europa lo esige” e “ad andare avanti nonostante i blocchi” e per farlo aprono anche ad altri leader che vorranno condividere questo ambizioso progetto comune:

Ci restano otto mesi per convincere, in ognuno dei nostri paesi, che l’Europa merita un nuovo progetto e che i cittadini meritano quest’ Europa rifondata.

Staremo a vedere, a questo punto, se si aggiungeranno altri firmatari. Quello che è chiaro è che, almeno per l’Italia, si è puntato sul cavallo sbagliato. Il consenso nel nostro Paese di Matteo Renzi, e lo abbiamo ripetuto più volte in queste pagine, è ai minimi storici. Se ne sono resi conto tutti tranne lo stesso Matteo Renzi e se si andasse a votare in questo momento l’ex Presidente del Consiglio non prenderebbe che una manciata di voti.

La speranza, quindi, è che il consenso degli altri firmatari nei propri Paesi sia ben differente da quello di Renzi in Italia, altrimenti l’ambizioso progetto rischia di morire ancor prima di nascere. È vero che mancano otto mesi alle elezioni, ma a Renzi serve un miracolo per cambiare l’immagine che l’opinione pubblica italiana ha di lui.




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Autore dell'articolo: admin