Tunisia dice ‘no’ a Salvini sui rimpatri. Martedì l’incontro con il suo omologo tunisino


“Nessuna procedura velocizzata o rientri diversi da quelli previsti dagli accordi in atto”

salvini a foggia

Durante la scorsa campagna elettorale tra le promesse di Matteo Salvini c’era anche quella di predisporre 500mila rimpatri di immigrati clandestini. Anche su queste affermazioni si è giocata la partita elettorale, che ha visto la Lega attestarsi al 17,35% diventando il partito leader della coalizione di centrodestra. Molti ritenevano impossibile e/o oltremodo costosa un’operazione di questo tipo, ma la Lega su questo punto è sempre sembrata irremovibile.

Il 31 agosto scorso, ad urne ormai abbondantemente chiuse e con il Governo gialloverde già in carica da 3 mesi, è arrivata la prima smentita a questa promessa elettorale. A fare retromarcia è stato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, il leghista Giorgetti, che ha ammesso che il suo leader politico l’aveva sparata grossa sul fronte rimpatri, aggiungendo però che l’obiettivo principale era quello di non far sbarcare più nessuno sulle nostre coste. Teoricamente una cosa non avrebbe dovuto escludere l’altra, ma poco importa.

Adesso, però, torniamo all’attualità: venerdì scorso a Lampedusa sono arrivati 184 tunisini che hanno viaggiato a bordo di 7 piccole imbarcazioni. Fonti del Viminale hanno riferito che i 184 sbarcati a Lampedusa verranno rimpatriati con voli charter verso la Tunisia, Paese con il quale ci sono in essere degli accordi in tal senso. Queste le parole di Salvini: “Stiamo lavorando sul flusso in arrivo dalla Tunisia. Martedì avrò un incontro a Roma perché lì non c’è guerra, non c’è carestia e non si capisce perché barchini o barconi devono partire dalla Tunisia e arrivare in Italia. Voli charter già ne partono per la Tunisia settimanalmente, l’importante è che ne partano di più e con più gente a bordo“.

Martedì, appunto, Salvini incontrerà il suo omologo nordafricano che ha subito messo le mani avanti: “Nessuna procedura velocizzata o rientri diversi da quelli previsti dagli accordi in atto“. In altre parole, il Governo tunisino non ha intenzione di rivedere le condizioni previste dagli accordi bilaterali: gli immigrati regolari devono essere prima identificati, successivamente devono incontrare le autorità diplomatiche presenti a Palermo e quindi rimpatriati su voli charter, prevedendo 2 poliziotti di scorta per ogni rimpatriato. Insomma: i rimpatri si faranno, ma non si faranno più velocemente di prima.




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Autore dell'articolo: admin