Tumori, l’italia discrimina gli anziani Vivono meno dei coetanei europei


Per gli anziani pi difficile sconfiggere il cancro. E se vero che per i pi giovani le sopravvivenze in Italia sono le migliori in Europa (il 63 per cento dei pazienti vivo a cinque anni), per chi pi avanti con gli anni le cose non vanno cos bene e le loro probabilit di sopravvivenza diminuiscono (circa il 37 per cento rispetto al 40 dei loro coetanei europei.

Programmi di screening

Le cause? Non soltanto l’et, ma anche il fatto che non seguono stili di vita corretti (diete sbagliate e poca attivit fisica, per esempio), hanno un minore accesso alle sperimentazioni cliniche (gli studi che servono a valutare efficacia ed effetti collaterali dei nuovi farmaci e che di solito escludono questa popolazione: cos non si capisce bene come possono comportarsi in questa categoria di pazienti che possono avere malattie concomitanti), sono esclusi dai programmi di screening (per la diagnosi precoce di tumore al seno, al colon, e alla cervice uterina che di solito coprono la popolazione solo fino ai 69 anni). Eppure, oltre il cinquanta per cento dei casi di neoplasia (sulle 370mila nuove diagnosi stimate nel 2018) riguardano la popolazione over 70.

Accesso alle cure

L’accesso alle cure diventa pi difficile con l’avanzare degli anni – commenta Stefania Gori, presidente dell’Aiom, l’Associazione italiana di oncologia medica, e direttore del Dipartimento oncologico dell’Ircss Ospedale Sacro Cuore Don Calabria- Negrar (Veneto) -. Sette over 70 su dieci scoprono la malattia in fase avanzata, quando le terapie sono meno efficaci. Anche gli anziani possono sconfiggere il cancro, ma vanno abolite le discriminazioni che questi pazienti devono ancora affrontare. Come? Con pi impegno sul fronte della prevenzione.

Test fino a 74 anni

Ecco allora che gli oncologi, da Roma dove in corso il XX Congresso nazionale di Aiom, lanciano un appello alle Istituzioni perch i test di screening (sono appunto tre quelli offerti gratuitamente dal Sistema sanitario nazionale, per colon, mammella e cervice uterina) vengano estesi almeno fino ai 74 anni, in modo da aumentare le possibilit di diagnosi precoce e le chance di guarigione. Ma non esiste solo la diagnosi precoce (quella che gli esperti chiamano prevenzione secondaria). Esiste anche una prevenzione primaria (che riguarda la possibilit di combattere le cause che favoriscono la comparsa di tumori) e quella terziaria (che vuole impedire la ricomparsa del cancro dopo una prima diagnosi).

Fondazione Aiom

A questo proposito l’Aiom, con la sua Fondazione e in collaborazione con Senior Italia FederAnziani (un’associazione senza scopo di lucro che ha l’obiettivo di tutelare i diritti e migliorare la qualit di vita degli anziani) scesa in campo con un Progetto nazionale per prevenire e vincere i tumori degli anziani dal titolo “Cancro, la prevenzione non si ferma dopo i 65 anni”. Il progetto prevede che gli oncologi entrino nei centri anziani per sensibilizzare i cittadini non solo sugli screening, ma anche su come evitare i fattori di rischio per i tumori – aggiunge Fabrizio Nicolis, presidente Fondazione Aiom -. Il 57 per cento degli over 65, infatti, sovrappeso o obeso, il 10 per cento fuma, il 48 per cento sedentario e solo l’11 per cento consuma 5 o pi porzioni di frutta e verdura ogni giorno.

Nei centri anziani

Sono previsti, nei centri anziani (sono 4300 quelli di FederAnziani), anche corsi di cucina per insegnare le regole della corretta alimentazione e proporre ricette salutari e lezioni di ballo per favorire l’attivit fisica: il Giro d’Italia dei centri partito con i primi due, a Milano e a Cosenza. Con successo. Con questo progetto vogliamo diffondere una nuova cultura dell’assistenza oncologica che abbia al centro le esigenze dell’anziano – aggiunge Roberto Messina, presidente senior Italia FederAnziani -. Gli over 65 hanno necessit di un supporto sociale da cui non si pu prescindere nella programmazione di un piano di intervento. E, infine, non va dimenticata la prevenzione terziaria. Corretti stili di vita – conclude Gori – hanno dimostrato di ridurre anche il rischio di recidive del tumore.

16 novembre 2018 (modifica il 16 novembre 2018 | 17:35)

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Autore dell'articolo: admin