Tumori, l’impegno dei politici per i malati di cancro


Ogni giorno almeno mille italiani ricevono una diagnosi di cancro. Oggi, oltre 3 milioni 300mila connazionali convivono con un tumore, ovvero il 5 per cento dell’intera popolazione. Persistono, però, ancora ritardi nell’assistenza e gravi disparità tra pazienti a livello regionale. Lavorare per i diritti dei malati e superare gli ostacoli che i malati incontrano nella lotta contro il cancro è l’obiettivo del progetto «La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere», che riunisce 21 associazioni di pazienti oncologici e onco-ematologici, impegnate ogni giorno a portare alle istituzioni la voce e i bisogni delle persone colpite da tumore. Lo scorso febbraio, hanno sottoscritto un accordo di legislatura con le forze politiche candidate alle elezioni legislative del 4 marzo. In seguito a quel patto, ora si è ricostituito il nuovo intergruppo parlamentare «Insieme per un impegno contro il cancro», cui hanno aderito già più di sessanta parlamentari di Camera e Senato appartenenti ai diversi schieramenti politici.

Azioni condivise

«La lotta contro il cancro va fatta tutti insieme e siamo convinti che, senza una precisa e fattiva volontà politica, non potremo ottenere nulla di concreto – esordisce la coordinatrice del progetto “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere”, Annamaria Mancuso, presidente di Salute Donna onlus – . Il rinnovo del tavolo di lavoro coi parlamentari che avevano aderito nella scorsa legislatura e coi nuovi arrivati, tra cui molti giovani, è una nuova prova di sensibilità che la politica sta mettendo in campo per i pazienti oncologici e onco-ematologici. La solidarietà non è mai mancata, – prosegue Mancuso – ma intravedo ora la possibilità di avere con le istituzioni un dialogo più maturo e fattivo che sappia scardinare certe politiche che ancora oggi, soprattutto in alcune Regioni, rendono arduo il cammino delle persone colpite da tumore». 

Migliore assistenza e tutela dei diritti

L’intergruppo parlamentare «Insieme per un impegno contro il cancro» sarà un momento di confronto tra politici, operatori sanitari, pazienti e careviger che, nel corso di questa legislatura, si faranno promotori di istanze concrete verso il governo, finalizzate a migliorare l’assistenza ai pazienti e a tutelare i loro diritti. «La sfida vera è uniformare la qualità dell’assistenza su tutto il territorio nazionale – dice il sottosegretario di Stato per l’economia e le finanze, Massimo Garavaglia, che già nel 2014 aveva aderito al progetto di Salute Donna e delle altre associazioni di pazienti – . Ascoltare i suggerimenti che arrivano dalle associazioni rappresenta un passaggio fondamentale per comprendere meglio come la politica possa dare risposte concrete per soddisfare le loro esigenze e rendere più umana la gestione di una malattia brutta qual è il cancro. Il nuovo intergruppo potrà essere un ottimo interlocutore e favorire il lavoro di squadra per combattere il cancro». 

In arrivo una mozione

«I 15 punti dell’Accordo di Legislatura sottoscritto da associazioni e parlamentari – spiega Mancuso – delineano gli ambiti e le modalità operative che seguiremo per ottimizzare l’assistenza dei pazienti e collegare in rete i diversi sistemi assistenziali, garantendo un’offerta adeguata sul territorio nazionale, anche più vicina al domicilio, e realizzando una presa in carico globale della persona che tenga conto dei suoi bisogni sanitari, sociali e relazionali». L’Accordo di Legislatura sarà presto recepito in una mozione in modo da aprire, visto il crescente impatto dei tumori, la discussione sull’urgenza di una migliore presa in carico dei pazienti oncologici e onco-ematologici. Una volta approvata, la mozione impegnerà il Governo sui punti elencati nell’Accordo, rispecchiando le intenzioni di tutti i soggetti che partecipano al progetto. 

Le priorità da affrontare

Ma quali sono i punti salienti dell’Accordo?Innanzitutto, lavorare col governo nazionale per garantire l’adozione di un nuovo piano oncologico basato sulla centralità del paziente e del suo percorso terapeutico, in cui sia inserito un sistema di indicatori delle performance a livello regionale. Altri obiettivi sono: dare effettiva attuazione alle reti oncologiche ed ematologiche regionali e a un registro tumori nazionale; favorire la messa a punto e l’adozione di Pdta-Percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali per le diverse forme di cancro, prevedendo il coinvolgimento e il contributo permanente delle associazioni di pazienti di riferimento per la specifica patologia neoplastica. E ancora, secondo l’Accordo sottoscritto da parlamentari e associazioni dei pazienti, occorre: promuovere a livello territoriale l’approccio interdisciplinare e il lavoro di equipe con la presenza di diversi specialisti, con l’obiettivo di garantire e migliorare il benessere psico-fisico del paziente; favorire la creazione dei CAS, Centri di Assistenza e Servizi, che rappresentano la porta d’ingresso e l’inizio del percorso diagnostico-terapeutico del paziente oncologico; favorire la diffusione e l’accesso ai test diagnostici molecolari che permettono di accedere a terapie target personalizzate utilizzando in modo appropriato le risorse del Servizio sanitario nazionale; lavorare per il riconoscimento ufficiale della psiconcologia come professione sanitaria. 

Contrasto alle fake news

Un punto specifico dell’Accordo è dedicato al fenomeno delle fake news sul cancro. Associazioni e parlamentari s’impegnano a lavorare col Ministero della Salute, attraverso l’Istituto Superiore di Sanità, con le società scientifiche, gli organi di stampa e le aziende globali del web per combattere le fake news sul cancro e diffondere un’informazione certificata alla luce delle conoscenze scientifiche validate, a tutela della salute dei pazienti. L’impegno dei promotori del progetto “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere” va già in questa direzione di contrasto alla disinformazione organizzata sui social. La pagina facebook, che si propone di essere uno strumento di dialogo diretto e trasparente con pazienti, familiari, medici e coloro che sono interessati al tema dell’onco-ematologia, riferisce Annamaria Mancuso, «ha raggiunto oltre 600mila utenti unici con oltre 120mila interazioni e ben 21mila follower. L’impatto dei social network sulla politica è sempre più rilevante e noi faremo la nostra parte, anche ospitando contributi dei membri dell’intergruppo parlamentare per amplificare e rendere sempre più autorevoli i messaggi che vogliamo diffondere».

23 ottobre 2018 (modifica il 23 ottobre 2018 | 17:07)

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Autore dell'articolo: admin