Tumori del sangue, come è cambiata e potrebbe cambiare la vita dei malati


Molte vite ricominciano dalla ricerca. Con questo slogan si celebra il 21 giugno la Giornata Nazionale per la lotta contro leucemie, linfomi e mieloma per raccontare i progressi della ricerca e per essere sempre pi vicini ai pazienti ematologici, adulti e bambini. L’iniziativa promossa dall’Associazione Italiana contro Leucemie, Linfomi e Mieloma (AIL) e nel corso dell’intera giornata sar anche attivo uno speciale numero verde (800.226524, dalle ore 8 alle 20), dal quale alcuni fra i maggiori specialisti ematologi italiani risponderanno alle domande dei malati, fornendo anche consigli sulla patologia e sui centri di terapia presenti sul territorio nazionale perch l’informazione il primo passo verso una cura sempre pi efficace. Questa giornata importante per tutti noi per poter parlare degli avanzamenti della ricerca, delle tante iniziative a supporto dei pazienti e dei loro familiari, e dei progetti futuri – sottolinea Sergio Amadori, presidente Nazionale Ail -. E quest’anno ha un significato particolare perch celebra i suoi 50 anni di attivit. In questi decenni gli avanzamenti  della ricerca hanno cambiato la storia clinica di patologie ematologiche che una volta non davano scampo. Ora sono disponibili per le leucemie acute importanti innovazioni come gli anticorpi monoclonali, e per le mielodisplasie la disponibilit di farmaci “mirati” sta diventando sempre pi concreta. Gli specialisti ematologi riuniti a Roma per l’occasione hanno sottolineato come la parola leucemia oggi faccia meno paura: Grazie alle nuove terapie su misura possibile selezionare la cura pi adatta alle caratteristiche del paziente e della sua malattia, e grazie alla ricerca le leucemie acute, le mielodisplasie e molti tumori del sangue sono malattie sempre pi curabili dice Amadori.

Tumori del sangue, come

Progressi anche contro la fatale leucemia mieloide acuta

La leucemia mieloide acuta continua a essere una malattia grave e ancora fatale, ma si stanno facendo passi avanti nello sviluppo di nuovi farmaci che sembrano promettere bene in termini di prolungamento della sopravvivenza. Nell’arco di pochi anni sono stati approvati, sia negli USA sia in Europa, un numero di nuovi farmaci come non si era visto nei 40 anni precedenti. La sfida pi rilevante per gli esperti ora imparare a usare al meglio questi nuovi farmaci sia per offrire cure il pi efficaci possibili ai nostri pazienti che per minimizzarne le tossicit e gli effetti collaterali – spiega Adriano Venditti, professore di Ematologia e direttore dell’Unit Malattie Mieloproliferative del Policlinico di Roma Tor Vergata -. Tra i farmaci pi promettenti che a breve saranno disponibili ci sono gemtuzumab ozogamicina, un anticorpo monoclonale che in associazione alla chemioterapia ha mostrato di prolungare di circa 9 mesi la durata mediana della risposta in alcune categorie di leucemie mieloidi acute, CPX-351, che una combinazione di due chemioterapici, citosina arabinoside e daunorubicina, e venetoclax che utilizzato in combinazione con farmaci ipometilanti o con basse dosi di citosina arabinoside ha fornito percentuali di risposte molto confortanti in pazienti di et superiore ai 60-65 anni e con forme di Leucemia mieloide acuta molto aggressive.

Ogni anno 32mila italiani si ammalano di un tumore del sangue

 Ben 32mila italiani si ammalano ogni anno di leucemia, linfoma o mieloma. Negli ultimi anni uno dei risultati pi innovativi stato sicuramente l’introduzione degli anticorpi monoclonali che hanno cambiato lo scenario terapeutico. I capifila sono due: blinatumomab e inotuzumab ozogamicin – chiarisce Fabrizio Pane, ordinario di Ematologia e Direttore dell’Ematologia e Trapianti all’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli -. Il primo un anticorpo monoclonale bispecifico costituito da due anticorpi che si lega contemporaneamente alle cellule T del sistema immunitario e alle cellule B maligne, il secondo, inotuzumab ozogamicin, unisce il principio attivo a bersaglio molecolare capace di riconoscere le cellule maligne e un chemioterapico che in grado di distruggerle. L’opportunit importante dei nuovi farmaci che consentono di effettuare il trapianto in pazienti che recidivano e sono anche pi efficaci.  Con gli anticorpi monoclonali pi chemioterapia si apre la possibilit di condurre studi che potranno dare remissioni pi lunghe e un aumento del tasso di guarigione.

Terapie personalizzate per le mielodisplasie

Fino a pochi anni fa considerate incurabili, le sindromi mielodisplastiche (o mielodisplasie) oggi possono cominciare a beneficiare di terapie personalizzate. Le mielodisplasie colpiscono prevalentemente persone anziane, per lo pi uomini: per il loro trattamento si seguono linee guida che tengono conto del tipo di sindrome mielodisplastica, dell’et del paziente e delle comorbidit. Grazie al miglioramento delle tecniche diagnostiche e alla possibilit di meglio caratterizzare la malattia dal punto di vista molecolare, la disponibilit di farmaci “mirati” sta diventando sempre pi concreta – dice Maria Teresa Voso, professoressa associata di Ematologia dell’Universit degli Studi di Roma Tor Vergata e direttore facente funzione della Diagnostica Avanzata Oncoematologia del Policlinico di Roma Tor Vergata -. Infatti, con gli studi di sequenza di ultima generazione possibile identificare delle mutazioni del DNA, che possono essere “bersagliate” con farmaci specifici.

I tempi lunghi della ricerca, che in Italia di alta qualit

La ricerca richiede tempo, impegno e risorse economiche importanti – sottolinea Marco Vignetti, presidente Fondazione GIMEMA e vicepresidente nazionale Ail -. Questo vero sia per la scoperta di un nuovo farmaco sia per una molecola gi disponibile e a volte necessario scegliere di percorrere strade che non sembrano in grado di portare risultati economici. La Fondazione GIMEMA (Gruppo Italiano Malattie Ematologiche dell’Adulto) da oltre 30 anni promuove la ricerca clinica indipendente sui tumori ematologici, e negli anni la struttura si consolidata per comprendere quali erano i bisogni terapeutici dei pazienti e indirizzare la ricerca indipendente per individuare possibili soluzioni di cura. Questo approccio ha portato risultati davvero importanti come nel caso della Leucemia Acuta promielocitica – prosegue Vignetti -. Le cellule della LAP sono molto sensibili alla terapia mirata sulla lesione genetica che determina la trasformazione leucemica. Gli studi del GIMEMA hanno dimostrato come questi due farmaci da soli, senza chemioterapia, possono guarire circa il 95% dei pazienti a rischio basso e intermedio. In questi giorni siamo particolarmente orgogliosi perch abbiamo ricevuto un finanziamento dal prestigioso National Cancer Institute americano per lo studio EMPATHY – informa Marco Vignetti -. la prima volta che un gruppo cooperatore italiano riesce a ottenere un finanziamento dal pi prestigioso ente di ricerca del mondo. L’obiettivo fare un trial sulla qualit di vita condotto in modo innovativo: raccogliere informazioni “vere” sulla qualit di vita delle persone in terapia.

Tutte le iniziative della Giornata

Per il mezzo secolo di impegno a fianco dei malati ematologici e a sostegno della ricerca scientifica, un’ampia delegazione di Ail, composta dai presidenti delle 81 sezioni provinciali, da esponenti del mondo del volontariato, della ricerca scientifica e da ex pazienti che hanno combattuto la malattia, sar ricevuta dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nella Sala degli Specchi del Palazzo del Quirinale. Questa sar l’occasione per donare al Presidente il francobollo celebrativo dedicato al cinquantennale di AIL, che si inserisce nell’ambito delle emissioni di carte valori postali del 2019, in particolare tra i francobolli appartenenti alla serie tematica riservata all’assistenza ai malati (Il senso civico). La Giornata, posta sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e istituita permanentemente dal Consiglio dei Ministri, sar un’occasione speciale per illustrare i progressi della ricerca scientifica e per essere ancora pi vicini ai malati ematologici, adulti e bambini, attraverso incontri e manifestazioni di sensibilizzazione e raccolta fondi (per informazioni visitare il sito www.ail.it). Negli anni l’Associazione Italiana contro le Leucemie, i linfomi e il mieloma cresciuta molto e continua a farlo insieme alle sue migliaia di volontari in tutta Italia. AIL organizzata in 81 sezioni provinciali e svolge molte attivit a sostegno dei pazienti – conclude Amadori -, in particolare sostiene le Case Alloggio AIL vicine ai Centri di Ematologia, per ospitare i pazienti che devono affrontare lunghi periodi di cura, assistiti dai propri familiari; organizza il servizio di Cure domiciliari per evitare il ricovero a tutti i pazienti che possono essere curati a casa propria. E ancora: realizza scuole e sale gioco in ospedale per consentire ai giovani pazienti di non perdere il contatto con la realt; finanzia la ricerca scientifica attraverso il GIMEMA; sostiene formazione e aggiornamento di medici, biologi, infermieri e tecnici di laboratorio con borse di studio, prestazioni professionali e contratti di lavoro; promuove seminari per i pazienti per garantire un confronto diretto con gli specialisti del settore e informazioni sempre aggiornate sulla loro malattia.

20 giugno 2019 (modifica il 20 giugno 2019 | 13:06)

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Autore dell'articolo: admin