Tumore stomaco, i pazienti curati nei centri specializzati vivono di più


Di tumore allo stomaco si ammalano circa 13mila italiani ogni anno. È il sesto tipo di cancro più frequente nel nostro Paese, più diffuso tra gli uomini e colpisce soprattutto dopo i 70 anni. È un tumore aggressivo, dal quale si può guarire se viene scoperto in tempo e asportato chirurgicamente, per cui è importante fare attenzione ad alcuni sintomi che seppure vaghi (come i bruciori di stomaco) devono insospettire quando persistono per molte settimane. «Ma ancora più cruciale è farsi curare in un centro specializzato, dove i vari medici si confrontano tra loro in modo da scegliere le terapie più indicate nel singolo caso, perché così crescono le possibilità di sopravvivere e di vivere meglio – sottolinea Claudia Santangelo, presidente dell’associazione pazienti «Vivere senza stomaco (si può)» -. Ma questo non accade in maniera uniforme in tutta Italia». Per sottolineare le necessità dei malati e i problemi che devono affrontare nel nostro Paese l’associazione «Vivere senza stomaco» ha organizzato un congresso nazionale a Napoli nei giorni scorsi, che ha riunito pazienti e specialisti.

Tumore allo stomaco: ecco chi rischia di più e quali sintomi devono preoccupare


13mila nuove diagnosi ogni anno, specie dopo i 70 anni


Quello che serve ai malati per essere curati al meglio

Al centro delle riflessioni sono stati i PDTA (i percorsi diagnostico terapeutico assistenziali) e le reti oncologiche: ovvero, in pratica, ciò che servirebbe perché un malato, in qualsiasi parte del Paese viva, possa accedere agli specialisti più preparati in questa forma di tumore e alle terapie più efficaci senza perdere tempo prezioso. Senza allontanarsi tropo da casa propria: basterebbe un centro di riferimento per ogni regione. «Accedere alle reti oncologiche e ai PDTA è per noi di vitale importanza – spiega Claudia Santangelo, che è stata curata per questo tumore 10 anni fa -, al fine di essere accompagnati lungo tutto il percorso di cura: dal momento dell’informazione, alla diagnosi, alla scelta del centro cui affidarsi, al post chirurgia. La rete dovrebbe essere attiva, presente ed efficiente su tutto il territorio nazionale, da nord a sud del Paese. Purtroppo, invece, sono ancora una realtà a macchia di leopardo. Talvolta inesistenti a livello regionale, talvolta incomplete nel servizio che offrono o poco attente alla necessità del paziente. Un esempio è il caso degli integratori nutrizionali: essenziali nel paziente con tumore allo stomaco per sopperire alle difficoltà di alimentazione, e di conseguenza alle possibili carenze nutrizionali, invece non standardizzato in tutti i PDTA regionali, come nel Lazio che sono a carico del paziente». 

Al Centro Italia ci si ammala di più: colpa dell’alimentazione

Le cause non sono ancora del tutto chiare, ma sono stati scoperti diversi fattori di rischio: gastrite atrofica (un’infiammazione dello stomaco), infezione cronica da Helicobacter pylori (responsabile di ulcera e gastrite), sovrappeso e obesità, sedentarietà, fumo, dieta povera di frutta e verdura, consumo eccessivo di carni rosse, cibi conservati con sale, nitrati e affumicati. Così si spiegano anche le differenze nell’incidenza dei casi in Italia: «La diffusione è elevata al Nord (con circa 34 nuovi casi per 100mila abitanti fra i maschi, e 18 nelle femmine), raggiunge il culmine al Centro (con rispettivamente 40 e 20 casi ogni 100mila abitanti) ed è più ridotta al Sud (con 25 e 13 casi ogni 100mila) – chiarisce Antonio Avallone, direttore dell’Oncologia Medica Addominale dell’Istituto Nazionale Tumori Fondazione Pascale di Napoli -. Variabilità comprensibile dalla tipologia di dieta, più ricca di alimenti animali e grassi al Centro, e a più alto contenuto di frutta e verdura fresche che riducono il rischio di malattia al Sud. Oggi, grazie alla migliorata qualità dell’alimentazione e conservazione dei cibi, si sta assistendo a una progressiva riduzione, in media del 3 per cento annuo, per il tumore allo stomaco (che rappresenta il 60 per cento dei 13mila nuovi casi annui nel nostro Paese), non ancora per quello del cardias (l’altro 40 per cento) associato al reflusso gastrico, presente soprattutto in persone in sovrappeso e obese».

Che cosa provoca il bruciore di stomaco?


Le cause del bruciore di stomaco – Reflusso gastroesofageo


Chirurgia meno invasiva se il tumore è agli inizi: ecco i sintomi

Quello allo stomaco è il quinto tumore più letale nel nostro Paese: solo un terzo dei pazienti è vivo dopo cinque anni dalla diagnosi. «Può essere molto aggressivo – sottolinea Paolo Delrio, direttore del Chirurgia Oncologica Addominale al Pascale -, per questo è importante non perdere tempo. Se si hanno disturbi persistenti della digestione o acidità di stomaco che non passano dopo uno o due cicli di cure, se si soffre di reflusso gastroesofageo senza trarre benefici dalle terapie, se si perde peso senza un motivo è bene fare una gastroscopia. Senza indugi. Si può guarire il tumore viene individuato agli inizi e asportato chirurgicamente. L’approccio multidisciplinare sta garantendo migliori risultati nel controllo della patologia – conclude Delrio -. Il primo passo dell’iter terapeutico prevede una valutazione della malattia con metodiche di imaging (TAC, PET, risonanza magnetica) e la tipizzazione molecolare, che consente di scegliere la migliore opzione di cura. Di norma si opta per la sola chirurgia negli stadi iniziali, e la chemio, combinata se necessario anche a radioterapia, prima della chirurgia in malattia avanzata (stadio II e III). Restano tuttavia ancora dei bisogni non risolti. Fra questi la linfodenectomia, ossia la rimozione dei linfonodi locoregionali, utile a eliminare la malattia almeno a livello macroscopico, una procedura che oggi viene attuata solo in centri di eccellenza, esistenti in numero insufficiente sul territorio. Per questo, grazie al prezioso supporto delle associazioni di pazienti, è indispensabile sensibilizzare i malati a rivolgersi a strutture ad elevata specializzazione, dove tutte le strategie terapeutiche, comprese i PDTA, vengono offerte in maniera adeguata e uniforme».

9 novembre 2018 (modifica il 9 novembre 2018 | 16:05)

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Autore dell'articolo: admin