Tumore ovarico: ci sono più chance di guarire nei centri specializzati


Il tumore dell’ovaio non va curato nell’ospedale sotto casa, ma in centri specializzati dove siano presenti tutte le competenze per affrontare al meglio questa neoplasia, molto complessa da trattare sia sotto il profilo chirurgico, sia sotto quello medico, complice il crescente numero di terapie innovative disponibili, da personalizzare con sapienza. Questo il messaggio che hanno voluto lanciare gli esperti riuniti nei giorni scorsi all’Istituto europeo di oncologia (Ieo), in occasione del decino compleanno dell’Ovarian cancer center, per fare il punto sulla gestione del pi temibile dei tumori ginecologici.

Tumore all’ovaio: come difendersi


Che cosa è


Sopravvivenza e qualit di vita

Ci dedichiamo al tumore dell’ovaio da venti anni e da dieci abbiamo creato un centro dedicato. In tutto questo tempo abbiamo capito che offrire alle pazienti un trattamento chirurgico e medico adeguato cambia le prospettive in termini di sopravvivenza e qualit di vita evidenzia Angelo Maggioni, direttore della chirurgia ginecologica all’Ieo. Lo dimostra, dati alla mano, anche l’esperienza della Svezia dove oggi le donne con tumore ovarico vengono curate, solo ed esclusivamente, in sei ospedali universitari, ognuno dei quali si occupa di circa 150 casi l’anno. La nostra esperienza mostra che la sopravvivenza a tre anni delle pazienti a cui stata fatta una diagnosi di carcinoma ovarico in stadio avanzato, passata dal 41 al 65 per cento, prima e dopo la centralizzazione delle cure, rispettivamente riferisce Pernilla Dahm-Kahler dell’Istitute of Clinical sciences di Goteborg (Svezia). Seguire le donne in centri specializzati pu avere inoltre ricadute sulla prevenzione di nuovi casi, come fa notare Fedro Peccatori, direttore dell’Unit di fertilit e procreazione in oncologia dell’Ieo: Quando si riesce a centralizzare il trattamento, ci si pu occupare delle pazienti e allo stesso tempo dei familiari a rischio. Una parte dei tumori dell’ovaio , infatti, su base familiare ed da attribuire a mutazioni nei geni Brca1 o Brca2. Se presente una familiarit importante effettuare una consulenza oncogenetica e verificare la presenza di mutazioni in questi due geni con un esame del Dna, in modo tale da poter mettere in atto una strategia preventiva o quanto meno di stretto monitoraggio.

Quali tumori si possono ereditare? Quando si può chiedere una consulenza genetica?


Quanti sono i tumori «ereditari»


Centri specializzati

Il problema che in Italia siamo ancora lontani dal traguardo: degli oltre 5.200 nuovi casi annuali (dato del 2018) di tumore ovarico, solo una minoranza viene trattato in strutture dedicate. Qualcosa inizia a muoversi, ma la strada ancora lunga. I nostri risultati sono eccellenti e riconosciuti a livello internazionale, ma non vogliamo essere un’isola felice – dice Maggioni -. La nostra richiesta alle autorit politiche e alle associazioni pazienti quella di aiutare a rendere consapevoli le donne a cui viene diagnosticato un tumore dell’ovaio, dell’importanza di recarsi subito in un centro ad alta specializzazione. Come associazione – riferisce Nicoletta Cerana, presidente di Acto, Allenza contro il tumore ovarico – invitiamo le pazienti a farsi curare in centri ad hoc anche perch se il primo passo (chirurgia) sbagliato, ne risente tutto l’andamento della malattia.

La ricerca

La creazione di unit dedicate al tumore dell’ovaio potrebbe avere risvolti positivi anche sul fronte della ricerca, come rivela l’esperienza dell’Ieo. Grazie all’elevato numero di pazienti che afferiscono al nostro centro (circa 400 l’anno), siamo in grado di offrire l’accesso a numerosi studi clinici con farmaci sperimentali – segnala Nicoletta Colombo, direttore del Programma di ginecologia di Ieo -. I trial in corso includono l’uso di farmaci innovativi come i Parp inibitori, gli anticorpi coniugati con farmaci e l’immunoterapia. Ed proprio grazie ai farmaci innovativi, che la sopravvivenza delle pazienti aumenta, ma sempre e solo nei centri superspecialistici dove si ha pi esperienza nel loro uso “su misura”. Negli ultimi anni si sta registrando, per la prima volta, anche una diminuzione dell’incidenza del tumore ovarico, verosimilmente grazie agli effetti protettivi dell’assunzione della pillola anticoncezionale a partire dagli anni ‘70 del secolo scorso.

17 dicembre 2018 (modifica il 18 dicembre 2018 | 09:39)

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Autore dell'articolo: admin