Trump è un'”anatra zoppa”. Ma in passato non ha portato male


Trump è un'"anatra zoppa". Ma in passato non ha portato male

 Nicholas Kamm/Afp


 Donald Trump




Nelle elezioni di midterm si è avverato quello che era stato ampiamente previsto: i Repubblicani hanno perso la maggioranza alla Camera, rendendo così il presidente Donald Trump quella che in gergo viene definita “anatra zoppa” (lame duck). La diversa colorazione politica di presidenza e Congresso (anche solo di un suo ramo) dopo le midterm è un incubo per ogni inquilino della Casa Bianca, ma non significa in automatico che il presidente non possa puntare a una rielezione a fine mandato. La situazione di un presidente ‘lame duck’ non è un’anomalia nel sistema istituzionale americano – fa notare l’Ispi in un’analisi – anzi, si tratta di un equilibrio previsto dai padri costituenti che temevano qualsiasi accentramento del potere. Nella storia Usa, prima di Trump sono state ‘anatre zoppe’ Dwight Eisenhower, Ronald Regan, Bill Clinton, George W. Bush e Barack Obama. 

Le midterm del 1958 registrarono una vera e propria disfatta per i repubblicani ed Eisenhower: i democratici ottennero la loro più grande maggioranza alla Camera dei Rappresentanti dal 1938 (282 seggi), mentre al Senato arrivano a conquistare 64 seggi, il numero più alto dal 1940. A fine mandato, nel 1960, Eisenhower non era più eleggibile, avendo già fatto due mandati consecutivi alla Casa Bianca. Anche un altro repubblicano, Reagan, si trovò ‘lame duck’: nelle midterm del 1986 i democratici conquistarono cinque seggi alla Camera e otto al Senato, prendendo il controllo di quest’ultimo per la prima volta dal 1980. 

Dagli anni ’90 è diventata la normalità

Con il 37% dei consensi personali, il presidente democratico Clinton, nel 1994, affrontò le sue peggiori elezioni di metà mandato: la consultazione passò alla storia come “rivoluzione repubblicana” perché il Gop conquistò 54 seggi alla Camera dei rappresentanti e otto al Senato. Fu l’addio al progetto di riforma sanitaria di Clinton e l’inizio di uno spostamento sui contenuti dell’agenda politica conservatrice. Ma attenzione, sia Reagan che Clinton, entrambi usciti con le ossa rotta dalle midterm, finirono rieletti a furor di popolo due anni più tardi.

Il repubblicano George W. Bush, invece, divenne anatra zoppa nel 2006, quando nelle elezioni di metà mandato i democratici presero il controllo sia della Camera, che del Senato, per la prima volta in 12 anni. A sfavore di Bush giocò l’insoddisfazione per la guerra in Iraq e gli scandali morali che travolsero il Congresso. Obama trascorse gli ultimi due anni da presidente da “lame duck”: nelle midterm del 2014, il partito repubblicano conquistò la maggioranza del Senato e ampliò il controllo che già aveva alla Camera dei Rappresentanti, conquistando così dopo otto anni il controllo dell’intero Congresso. Obama aveva perso le midterm già nel 2010, quando le urne consegnarono la Camera ai repubblicani e lasciarono, per un soffio, il controllo del Senato al partito dell’asinello. Anche per lui questa sconfitta non precluse la rielezione alla Casa Bianca nel 2012. 

L’origine del termine

L’espressione ‘lame duck’ ha origine antiche ma nasce nel ‘700 nella Borsa di Londra, ed è stata piu’ tardi prestata alla politica. Nel suo significato originale, indicava i broker che non riuscivano a pagare i propri debiti. Fu individuata nel 1761, in una lettera inviata dallo scrittore inglese Horace Walpole all’amico Sir Horace Mann. Il 14 gennaio 1863 avvenne il passaggio dalla finanza alla politica, quando l’espressione con l’attuale significato comparve nel Congressional Globe, il registro ufficiale del Congresso Usa.

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