Trump e Macron non hanno ricomposto lo scontro sulla difesa europea


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Nel giorno delle commemorazioni del centenario della Grande Guerra, a Parigi, il presidente Usa, Donald Trump, e il suo ospite francese, Emmanuel Macron, tentano di appianare le divergenze sulla difesa europea. “Vogliamo un’Europa forte”, ha detto il presidente Trump. Ma dopo il tempestoso ‘tweet’ del giorno prima, le sue sono suonate come parole di circostanza.

A margine delle commemorazioni della pace, l’evento voluto dalla diplomazia francese come simbolo della riconciliazione, per ricordare che il multilateralismo può trovare soluzioni condivise alle sfide mondiali, i due presidenti hanno fatto sfoggio di unità e si sono definiti amici. Ma il tema della difesa europea ha turbato gli animi: Trump vuole da sempre che l’Europa spenda di più per la Nato, Macron martedì ha rilanciato l’idea di un esercito europeo. E il presidente americano – che è abituato a mandare messaggi minacciosi, quando è in procinto di incontrare un alleato (lo aveva fatto a luglio con la premier Theresa May, arrivando a Londra per la visita di Stato) non ha aspettato neppure di atterrare a Parigi: venerdì sera sbarcando all’aeroporto di Orly, direttamente dall’Air Force One, ha definito l’uscita di Macron “molto offensiva”: “Il presidente Macron ha appena detto che l’Europa deve costruire una propria forza militare per proteggersi da Stati Uniti, Cina e Russia. Molto offensivo. Forse l’Europa dovrebbe prima pagare la sua quota per la Nato, che gli Stati Uniti finanziano in larga parte”.

Le tensioni che restano

Dopo un ‘tweet’ così aggressivo, ieri, al Palazzo dell’Eliseo, incontrando brevemente la stampa prima di chiudersi per il faccia-a-faccia, i due hanno mostrato toni più concilianti sulla delicata questione. Visibilmente ansiosi di disinnescare la polemica, i due hanno cercato di sottolineare gli stretti legami: “Siamo diventati buoni amici nel corso degli anni”, ha assicurato Trump, ma il viso è rimasto torvo, senza alcuna complicità. “Non è giusto che la sicurezza europea sia ora assicurata solo dagli Stati Uniti, dobbiamo distribuire meglio l’onere dei costi della difesa. Ecco perché penso che le mie proposte su una difesa europea siano coerenti con questo”, ha detto in francese e in inglese Macron. “Dobbiamo condividere meglio l’onere all’interno della Nato”, ha sottolineato, cercando di ammansire l’inquilino della Casa Bianca. “Abbiamo bisogno di piu’ investimenti”, ha aggiunto Macron senza affrontare direttamente la questione di un esercito europeo. “Vogliamo un’Europa forte”, ha convenuto ad un certo punto il presidente degli Stati Uniti.

Trump da sempre chiede ai Paesi europei di contribuire in maniera più consistente alle spese della Nato, in modo che l’onere non pesi troppo sul contribuente americano. Al momento, non esiste un esercito europeo sovranazionale perché il tema tocca il cuore della sovranità degli Stati membri. Ma martedì Macron era tornato alla carica: “Non proteggeremo gli europei se non decidiamo di avere un vero esercito europeo”. E Trump è sembrato irritato soprattutto dal fatto che Macron abbia accomunato gli Usa alla Cina e alla Russia. Per Macron la necessità di affrancare l’Europa dallo ‘scudo’ americano affonda anche nei piani di Trump: “Dobbiamo proteggerci rispetto a Cina e Russia e persino Stati Uniti”, perché “la principale vittima” della decisione di Trump di abbandonare il trattato missilistico con la Russia è proprio “l’Europa”. Ieri mattina l’Eliseo ha ammesso che le sue parole potevano forse “ingenerare confusione” e ha sottolineato che Macron “non ha mai detto che c’è bisogno di un esercito europeo contro gli Stati Uniti”. 

Ma la tensione comunque tra i due è rimasta palpabile. Del resto, le divergenze tra Parigi e Washington sono su più fronti: ambiente, nucleare iraniano, dazi e più in generale commercio, multilateralismo, che è difeso da Macron e fortemente osteggiato da Trump. Proprio per oggi la presidenza francese ha organizzato un forum internazionale sulla governance globale, uno spazio di riflessione sul multilateralismo. Ma ci sarà una poltrona vuota, quella di Trump.

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Autore dell'articolo: admin