Traffico di esseri umani: nel processo al «generale», dubbi sull’identità dell’imputato



«Non è lui mio marito», il tono di Lydia Tesfu è fermo. Il presidente della seconda sezione della Corte d’Assise di Palermo, Alfredo Montalto, si rivolge nuovamente alla donna, la invita a guardare dritto verso la telecamera. Lei non esita: «Non è mio marito», ripete. Davanti a lei, collegata in videoconferenza dalla Svezia, c’è l’eritreo sotto processo e detenuto da due anni e mezzo. Per la Procura è Medhanie Yedhego Mered, uno dei più pericolosi trafficanti di essere umani. La … Continua


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