Theresa May è chiusa in un angolo


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Colpo di scena a Londra: la premier britannica, Theresa May, si è presentata alla Camera dei Comuni e ha annunciato il “rinvio del voto” previsto per domani sull’accordo per la Brexit raggiunto con l’Ue, ammettendo che sarebbe stato “bocciato con un significativo margine”. A ostacolare il piano di May, ancora convinta che questo “sia il miglior accordo possibile”, è il meccanismo di backstop per mantenere aperto il confine tra Irlanda e Irlanda del Nord. La premier vorrebbe dunque tornare “d’urgenza” a Bruxelles per parlare con i leader europei e strappare “maggiori rassicurazioni” sul lungo termine. Allo stesso tempo, May ha sfidato i parlamentari a presentarle un “piano Brexit che non preveda un backstop” e che possa andare bene.

Brexit sarà così di nuovo il punto principale del vertice Ue che si terrà giovedì a Bruxelles. Pochi o nulli sono stati gli effetti della sentenza della Corte Ue secondo Londra ha il potere di ritirarsi unilateralmente dalla Brexit. Per il governo resta valido il risultato del referendum e la volontà dei britannici di divorziare dall’Unione. 

I parlamentari di Westminster non hanno gradito la mossa, definita disperata e di “patetica codardia” perché, mai come prima, la premier è sembrata bloccata all’angolo, sempre più debole. Non solo agli occhi dell’opposizione, con il leader dei laburisti Jeremy Corbyn, che chiede a May di tornare a rinegoziare o farsi da parte, perché il governo “ha perso il controllo degli eventi ed è in presa allo scompiglio”. Urla e critiche sono arrivate anche dai banchi della maggioranza, con gli unionisti irlandesi del Dup che minacciano di ritirare il loro appoggio e diversi membri dei Comuni che si dicono pronti a votare una mozione di sfiducia.

La reazione dei mercati

Il rinvio è stato poco gradito anche dai mercati che hanno segnato un tonfo dell’1,5% della sterlina sul dollari (l’1% e’ stato perso nei pochi minuti dopo l’annuncio del rinvio) e così’ Wall Street che ha aperto con un -2%, agitata dalle preoccupazioni che arriva da oltreoceano. L’annuncio di May che il governo sta rafforzando la pianificazione per un ‘no deal’ e la totale incertezza su una nuova data per il voto alla Camera dei Comuni non hanno aiutato. 

“La sfida del confine deve essere affrontata, con soluzioni reali e realizzabili. Ho visitato il confine irlandese. Le persone là vogliono che le loro vite non cambino. Non vogliono un confine duro”, ha spiegato May. D’altra parte, però, il premier irlandese, Leo Varadkar, era stato già categorico: “Quest’accordo è il risultato di un anno e mezzo di negoziati, non si tocca”. E cosi’ la pensa la maggioranza dell’Ue.

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Autore dell'articolo: admin