«The Mule», l’audace strada della redenzione



Un orticultore novantenne di Peoria, specializzato in un tipo particolare di gigli arancioni (Hemerocallis) che fioriscono e appassiscono nell’arco di un giorno, non è la prima cosa che viene in mente quando si pensa a Clint Eastwood. Ma «Clint», da sempre, modula le sue scelte e vira il suo personaggio con la precisione e la temeraria libertà del free jazz che ama tanto. Così The Mule, la sua trentasettesima regia, è un oggetto profondamente eastwoodiano –paradossi e metafore inclusi – … Continua


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