Tav: “Un buco in montagna” per Toninelli


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La Commissione Ue torna a chiedere al governo Conte spiegazioni sul Tav: “Resta un progetto importante per l’Italia, la Francia e l’Europa, necessario per unire le regioni, rafforzare la coesione e la solidarietà” dice oggi la commissaria ai Trasporti Violeta Bulc. Inoltre l’opera “aumenta i mezzi di trasporto sostenibili”.

Pur non volendo commentare “il contenuto dell’analisi costi-benefici” la commissaria spiega che servono “ulteriori chiarimenti su come l’Italia intenda rispettare l’accordo di finanziamento” perché non si esclude di “dover chiedere di restituire i fondi CEF già erogati”. Un portavoce della commissaria ai Trasporti ha poi aggiunto che “la tabella di marcia concordata già ora non è pienamente rispettata, più il tempo passa e più aumenta il rischio che i fondi debbano essere riallocati in futuro” ad altri progetti CEF transeuropei.

CEF è l’acronimo di Connecting Europe Facility, tradotto in italiano con la dicitura “Meccanismo per collegare l’Europa”. Il programma offre assistenza finanziaria alle reti transeuropee per progetti infrastrutturali di interesse comune nei comparti energia, trasporti e tlc.

La posizione dell’Ue non sembra preoccupare il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli: “C’è un dibattito all’interno del governo che si potrà finalmente aprire perché sappiamo finalmente che cos’è il Tav… Una commissione indipendente ha fatto un’analisi costi benefici che ci dice che il Tav costa tra i 7 e gli 8 miliardi in più rispetto ai benefici che produce, e da lì partiamo. Sto facendo molti sopralluoghi in giro per l’Italia e vedo tanti ponti, viadotti, gallerie e strade ammalorate che isolano comunità. In tutta sincerità dico che quegli 8,1 miliardi di soldi italiani, e nessuno mi può contestare questa cifra, io li spenderei meglio in migliaia di piccole e capillari opere di manutenzione diffuse su tutto il territorio nazionale”.

Poi il ministro fa una domanda che vorrebbe essere retorica: “È meglio usare questi 8 miliardi per fare un buco in una montagna, di cui vedremo probabilmente la fine tra 20 anni e i benefici tra 50, o metterli immediatamente per opere di manutenzione?”

Sicuramente la manutenzione è più che necessaria, ma il ministero non può usarla come scusa per non fare l’Alta velocità Torino-Lione. Intanto le richieste di chiarimento avanzate della Commissione europea restano lettera morta senza contare che lo stop costerebbe al governo italiano penali per centinaia di milioni di euro, secondo l’analisi costi-benefici “corretta” dal dicastero guidato da Toninelli.




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Autore dell'articolo: admin