Suzuki risfodera la Katana: la prova


Quando comparve, nel 1981, la Suzuki Katana stup con le sue linee futuristiche e fece diventare obsolete tutte le sportive dell’epoca, anticipando di almeno dieci anni i volumi e le linee che le avrebbero caratterizzate. Non era bella, ma sconvolgente, e portava in dote un’innovazione che avrebbe fatto scuola: il pilota non era pi seduto sopra la moto, ma dentro…

Suzuki risfodera la Katana: la prova

Riportare su strada quella moto non stata una operazione nostalgia: la nuova Katana tutto tranne un modello vintage; al contrario, si tratta di una profonda reinterpretazione del passato, in una moto molto moderna. Suzuki ha chiesto di disegnarla a Roberto Frascoli, partendo della nuda GSX-S1000; una buona base scelta per le qualit del telaio e le prestazioni del motore, che ne hanno fatto una moto da guidare ogni giorno, capace di divertire senza troppa fatica. Se della nuda GSX-S1000 la Katana mantiene la misura dell’interasse, se ne discosta per la sella pi alta di 15 mm e il manubrio pi largo di 35 mm, con una ergonomia studiata in ottica comfort. L’avantreno la parte che maggiormente richiama le forme del primo modello, con la carenatura che raccorda cupolino e serbatoio con linee ancora pi aggressive e decise che in passato.

Suzuki risfodera la Katana: la prova

Anche il motore ricco di carattere, per riproporre le sensazioni che la prima Katana era capace di regalare, ma non aggressivo e i suoi quasi 150 cv sono stati un po’ addolciti nell’erogazione per essere sempre godibili. Si patisce un po’ di on-off, che si placa solo raggiunti i 4.000 giri e che nel traffico d un po’ fastidio. La ciclistica di buon livello, completata da sospensioni Kayaba completamente regolabili e impianto frenante con doppia pinza Brembo radiale all’anteriore. Da dietro, ad attirare lo sguardo il gommone da 190.

Suzuki risfodera la Katana: la prova

In sella ci si sta bene. La vita stretta e l’altezza della sella contenuta permettono di stringere bene le gambe quando si guida e poggiare saldamente i piedi a terra da fermi. Il peso ben distribuito e, anche in citt e nelle manovre a bassa velocit, se la cava bene. Non male la protettivit, anche se nonostante la piccola unghia la Katana resta pur sempre una naked, per cui se si alti e non ci si accuccia sul serbatoio, il viaggio diventa il prezzo da pagare per raggiungere la meta. L’impressione che trasmette quella di essere ben inseriti in una moto bilanciata e dinamicamente dotata. Maneggevole e ubbidiente, promette un buon rigore e lo abbina a un ottimo comfort, che non dovrebbe affaticare anche a lungo andare.

Suzuki risfodera la Katana: la prova

Non mi molto piaciuta la strumentazione, che in un’unica schermata offre fin troppe informazioni difficili da afferrare e nemmeno le saldature sui due travi del telaio, che stonano con la raffinatezza delle linee di una moto che, parcheggiata davanti alla Triennale, stata da molti scambiata per un’opera in esposizione esterna. La Katana disponibile in due colorazioni: il simbolico Metallic Mystic Silver e un moderno nero lucido. Il prezzo, franco concessionario, di 13.690 euro.

Suzuki risfodera la Katana: la prova

Pro: carattere e prestazioni.
Contro: ruvidit dell’erogazione ai bassi regimi e alcune finiture.

La scheda
Prezzo: 13.690 euro
Motore: quattro cilindri, 999 cc, 4 valvole
Alimentazione: iniezione elettronica
Potenza: 149 cv a 10.000 giri
Coppia: 108 Nm a 9.500 giri
Telaio: doppio trave laterale in lega leggera
Peso: 215 kg Interasse: 1.460 mm
Altezza sella: 825 mm
Sospensione anteriore: forcella KYB USD pluriregolabile
Sospensione posteriore: monoammortizzatore KYB pluriregolabile

Suzuki risfodera la Katana: la prova

6 maggio 2019 (modifica il 6 maggio 2019 | 17:41)

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Autore dell'articolo: admin