Sull’attacco alla stazione di Hong Kong spunta l’ombra della Triadi 


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Handout / NOW TV / AFP
 


Uno dei feriti durante l’attacco alla stazione di Hong Kong 




Sale la rabbia contro la polizia a Hong Kong, accusata di non essere intervenuta dopo l’attacco alla stazione di Yuen Long, nella notte di ieri, dove 45 persone sono rimaste ferite sotto i colpi dei bastoni e delle sbarre di acciaio usate da persone riconoscibili dalle maglie bianche che indossavano durante l’assalto e sospettate di essere membri delle Triadi.

Sull’episodio sta indagando il Partito democratico di opposizione all’amministrazione guidata da Carrie Lam: in un comunicato firmato da 24 parlamentari la polizia viene accusata di collusione con le Triadi, l’organizzazione di stampo mafioso molto radicata a Hong Kong, per non avere spiccato arresti nella notte di ieri, nonostante oltre tre ore di blocco stradale e la confisca di diverse spranghe d’acciaio.

“La polizia, che è come serva delle Triadi, ha completamente perso la fiducia dei cittadini e costretto la gente a difendersi da sola”, sostengono i parlamentari pro-democratici: “C’erano persino agenti di polizia che hanno finto di non vedere le azioni di chi era in maglietta bianca con nastro rosso, e se ne sono andati”.

Le accuse dei pro-democratici sono state respinte dal capo della polizia, Stephen Lo. “Siamo inconciliabili con i gangster”, ha detto Lo, senza precisare un’eventuale affiliazione degli assalitori. “Ci stavamo occupando dell’isola di Hong Kong la notte scorsa, e le accuse e le domande sono basate su una mancanza di fiducia sulla polizia di Hong Kong”.

La capo esecutivo di Hong Kong, Carrie Lam, ha detto in conferenza stampa che “assolutamente non condoniamo questi eventi”, ma ha anche condannato come una “sfida alla sovranità” le proteste sfociate in atti vandalici contro l’ufficio di collegamento del governo cinese nella Regione amministrativa speciale, imbrattato da lanci di uova e deturpato da graffiti e vernici, a cui la polizia ha risposto con i lacrimogeni e sparando proiettili di gomma.

La condanna delle proteste e’ giunta anche da Pechino, dove il portavoce del ministero degli Esteri, Geng Shuang, ha definito “intollerabile” l’assedio alla sede di rappresentanza del governo cinese, e dalla stampa, che ha attaccato i manifestanti anti-governativi, omettendo di citare le violenze alla stazione di Yuen Long. Le spiegazioni ufficiali non sembrano convincere tutti, e l’episodio della scorsa notte appare destinato a spaccare Hong Kong e a fare salire ulteriormente le tensioni.

Alvin Yeung, avvocato e parlamentare del Civic Party, di opposizione al governo Lam, si dice sicuro dell’appartenenza alle Triadi degli assalitori di Yuen Long. “Mi auguro che la polizia non si faccia ingannare. È una battaglia contro le Triadi e non uno scontro normale”. Di parere opposto il parlamentare pro-Pechino Junius Ho, secondo cui gli assalitori “difendevano le loro case” e “i peccatori possono essere perdonati”. Lo stesso Ho ha alimentato i sospetti di collusione con gli assalitori, dopo essere stato filmato mentre ringraziava e stringeva le mani ad alcuni di loro, dopo le violenze a Yuen Long. 

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