Sulla manovra non c’è nessun conflitto. Parola di Paolo Savona


Sulla manovra non c'è nessun conflitto. Parola di Paolo Savona



L’Italia non è in rotta con l’Europa ma, se la dottrina dell’austerità non verrà attenuata, i rischi di una frattura ci sono. È uno dei passaggi dell’intervento del ministro agli Affari Europei, Paolo Savona, a “In mezz’ora in più”, la trasmissione condotta da Lucia Annunziata su Rai 3, dove Savona ha illustrato il suo piano per far uscire l’Italia dalla crisi presentato a luglio al Parlamento. Il ministro ha inoltre negato tensioni sulla manovra tra i due partiti che costituiscono la maggioranza di governo, definendo i vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini due politici “sorprendentemente ragionevoli”. Ecco i passaggi salienti dell’intervista. 

“Rischi di una frattura in Europa”

ll governo italiano “ha ereditato dal passato un quadro di una certa pesantezza. Oggi la frattura con l’Europa non c’è e spero non ci sia mai, ma i rischi di una frattura ci sono. Spero che che l’Europa abbia un guizzo di vitalità e mandi all’Italia un messaggio che non è guardiano della stabilita, ma dello sviluppo nella stabilitaà I due elementi devono camminare insieme, altrimenti il sistema comincia a degradare. Se in questo momento l’Italia ottemperasse agli accordi presi dai precedenti governi di rispettare 0.8% del Pil, noi avremmo una caduta del reddito che pare nell’ordine di mezzo punto, questa non può essere accettata. Ma non dall’Italia, non dovrebbe essere accettata dall’Europa. Se c’è una caduta del reddito che implica caduta dell’occupazione, l’Europa deve dare una risposta”.

“L’Italia vive al di sotto delle sue risorse”

“Da tempo vedo che la bilancia dei pagamenti italiani presenta un avanzo di 57,3 di miliardi di dollari, ovvero di 50 miliardi di euro. Il che significa che l’Italia ha un eccesso di risparmio e vive al di sotto delle proprie risorse di 50 miliardi, che sono 3 punti e mezzo il Pil. I 50 miliardi ci sono ma non vengono investiti in Italia ma all’estero. Per questo bisogna fare riforme per ricreare fiducia. E visto che per avviare gli investimenti pubblici occorre tempo, puntiamo un po’ di più su quelli privati. Conte a Salisburgo ha detto che cerchiamo di avere la crescita e che dobbiamo colmare un gap dell’1% e risalire al 2%, questa è la nostra ambizione. Io ho fatto un piano da 50 miliardi ma spero si riesca a spendere intanto 16 miliardi per gli investimenti. A questo punto al 2% ci arrivi e il rispetto dei parametri è piu’ semplice”.

“Nessun conflitto tra tecnici e politici”

Nel gruppo di lavoro che si dedica alla manovra – formato dal premier Conte, dai vicepremier Salvini e Di Maio, dai ministri agli Affari europei Savona e agli Esteri Moavero – “c’e’ armonia. All’interno c’è un serio dibattito dove non c’è conflitto tra tecnici e politici”. Di Maio e Salvini “sono sorprendentemente ragionevoli, non sono politici incoscienti”. Nel gruppo di lavoro, ha insistito Savona, “c’è molta armonia anche se poi fuori trovo scritto che c’è disarmonia, cosa che non capisco. Mi sarei atteso posizioni più dure nel lavorare su questi temi. Non c’è alcun conflitto fra i tecnici e i politici, e io credo molto nella capacità di mediazione del premier Conte”. 

“Uscita dall’Euro? Bisogna esser pronti a tutto”

Il piano per l’Europa del ministro agli Affari europei Paolo Savona è arrivato sul tavolo di Bruxelles, ha confermato il ministro: “La segreteria di Juncker ha dichiarato che il mio documento è arrivato. La risposta prende tempo ma deve avvenire”. Non esiste un piano B del governo per uscire dall’euro, ma “un gruppo dirigente serio deve essere preparato a ogni evenienza”, ha ribadito, “non spetta ai tecnici decidere cosa fare ma alla politica, sarà il Parlamento a decidere cosa fare. Ma un gruppo dirigente serio deve essere preparato a ogni evenienza”.

 

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Autore dell'articolo: admin