Sudan, colpo di stato in corso



È in corso un colpo di stato in Sudan, dopo mesi di proteste da parte dei cittadini – almeno 50 persone hanno perso la vita negli scontri – e cinque giorni consecutivi di sit-in per dire basta al regime di Omar al-Bashir, al potere ormai dal 1989. Nell’ultimo periodo i militari hanno iniziato a schierarsi con la popolazione, stremata dalla fame e dalla povertà, e questa mattina, stando a quanto riferiscono i media locali, hanno preso in mano la situazione.

Diversi veicoli militari hanno circondato il palazzo presidenziale a Khartoum e poco dopo la tv di Stato ha annunciato che l’Esercito farà presto un annuncio importante. Da lì è stato un susseguirsi di indiscrezioni: l’aeroporto cittadino sarebbe stato temporaneamente chiuso, mentre diversi ufficiali del governo sarebbero già stati arrestati, mentre migliaia di persone stanno già festeggiando in strada e chiedendo, ora più che mai, la fine del regime di al-Bashir.

Le proteste erano iniziate nel dicembre scorso, quando i cittadini, dopo aver trascorso mesi in fila per chiedere pane, soldi e benzina, hanno deciso di ribellarsi al potere di Omar al-Bashir. L’escalation è stata importante e nel corso delle settimane successive sempre più persone si sono unite e sono scese in strada come mai prima d’ora.

L’apice è stato raggiunto lo scorso sabato, in occasione del 34esimo anniversario dal colpo di stato che nel 1985 portò Omar al-Bashir al potere dopo aver rovesciato il governo di Jaafar Nimeyri. Le forze speciali di al-Bashir hanno sempre respinto con violenza le proteste dei cittadini e dal dicembre scorso ad oggi si stima che siano stati uccisi almeno 50 manifestanti, 7 soltanto nell’ultimo fine settimana.

Anche l’ONU era intervenuto nei giorni scorsi, chiedendo a tutti coloro coinvolti nelle proteste in Sudan di evitare ogni forma di violenza e invitando il governo ad avviare un dialogo con la popolazione.


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Autore dell'articolo: admin