Stupro Viterbo, il papà di Licci: “Riccardo, butta quel telefono”


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Il giorno dopo lo stupro di Viterbo, i responsabili hanno ricevuto via WhatsApp diversi messaggi di allarme da parte di parenti e conoscenti. Francesco Chiricozzi e Riccardo Lizzi, ritenuti responsabili di aver abusato di una 36enne all’interno del locale Old Manners, avevano infatti inviato foto e video su un gruppo di WhatsApp. L’avvio delle indagini, però, ha preso un po’ tutti in contropiede ed è iniziato un vero e proprio tam tam. “Regà, cancellate le chat”, scrive qualcuno nel gruppo; “Fai il reset del telefono”, e ancora “Riccà leva tutti i video e tutte le foto di quella di ieri sera. Ci so le guardie al pub”. C’è però un messaggino che sta facendo discutere più di altri ed è quello del papà di Lizzi che scrive al figlio: “Riccardo butta il cellulare subito”.

Insomma, i tre video (uno della durata di circa 7 minuti) e le quattro foto, di quelli che secondo i magistrati sono “reiterati abusi sessuali, in modo beffardo e sprezzante”, sono finiti anche sul cellulare di uno dei genitori di Lizzi e su due chat di gruppo. Secondo quanto riferisce il Corriere della Sera, infatti, il materiale audio video di quanto accaduto all’interno dell’Old Manners sono stati visionati dai partecipanti al Gruppo Bazzi e al Gruppo Blocco studentesco.

Gli avvocati difensori parlano di “rapporto sessuale interpretato come consensuale”, ma secondo gli inquirenti proprio foto e video condivisi su WhatsApp rappresentano un “gravissimo quadro indiziario” a carico dei due indagati. Gli investigatori che hanno visionato tutto parlano di scene scabrose ed è probabilmente la gravità dell’accaduto che spinge conoscenti e parenti di Chiricozzi e Lizzi a chiedere loro di cancellare tutte le tracce dai propri dispositivi.

Questo aspetto è in corso di approfondimento, perché gli inquirenti vogliono capire come mai persino il padre di Lizzi abbia ricevuto le immagini dello stupro o presunto tale. L’uomo è anch’egli un militante di Casapound, candidato nel 2018 alle amministrative di Viterbo. Sul proprio profilo Facebook ci sono evidenti prove del suo sostegno alla “tartarughe nere”, ma sul perché abbia ricevuto anch’egli il materiale di quanto avvenne il 12 aprile scorso è ancora mistero.

Secondo quanto emerge dalle indagini, seppur ubriaca, la 36enne avrebbe espresso chiaramente di non essere toccata né baciata dai due esponenti di Casapound. “Dai, non fare così, divertiamoci un po’”, le dice a quel punto Francesco Chiricozzi. Poi arriva il pugno che, secondo il racconto della vittima, le fa perdere conoscenza, tanto da non ricordare più nulla.


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Autore dell'articolo: admin