Storia di Sant’Emidio protettore dai terremoti, crollato ai piedi dell’Etna


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 La cripta di Sant’Emidio ad Ascoli




Sant’Emidio non ce l’ha fatta. La statua eretta in onore del santo sulla chiesa di Santa Maria del Carmelo, a Pennisi, è venuta giù con la scossa che nella notte tra Natale e Santo Stefano ha colpito i comuni alle pendici dlel’Etna. Magnitudo 4,8, non troppo violenta da causare più di una decina di feriti, ma abbastanza da danneggiare chiese e case. E di abbattere la statua del Santo protettore dai terremoti.

Chi fosse Sant’Emidio non è ben chiaro. Forse un membro della milizia romana, forse uno studioso, fatto sta che l’incontro con Nazario e Celso lo fulminò sulla strada di Treviri, in Germania, e lo fece convertire al Cristianesimo.

Non era un periodo facile per i cristiani: Diocleziano li perseguitava senza sosta e lui, già in conflitto con i genitori che non amavano che passasse il tempo a studiare le Scritture invece che dedicarsi alle divinità pagane o agli affari della famiglia, decise di spostarsi a Roma, dove trovò rifugio presso un tale Graziano di cui guarì la figlia, gravemente malata. 

Emidio viene scambiato per una divinità pagana

Questo miracolo innescò una serie di malintesi: il popolo lo credeva l’incarnazione del dio Esculapio e quando fu portato all’Isola Tiberina, dove sorgeva il tempio dedicato alla divinità della salute e dove non a caso oggi si trova l’ospedale Fatebenefratelli, si mise a predicare la parola di Cristo, convertendo malati, devoti pagani e persino i sacerdoti del tempio. 

A Papa Marcellino, cui piaceva questa capacità di Emidio di convertire i pagani, parve una buona idea mandarlo ad Ascoli, all’epoca la città più pagana dell’Impero. Lo fece vescovo e gli affiancò un certo Euplo. Strada facendo Emidio fece un po’ di conversioni a L’Aquila e Teramo e, arrivato ad Ascoli, riuscì a inimicarsi subito il prefetto Polimio, che gli aveva proibito – inascoltato – di fare proselitismo.

Emidio converte gli ascolani

Anche ad Ascoli Emidio riscuoteva un gran successo e gli abitanti si convertivano in massa, grazie anche ad alcuni miracoli guaritori. Polimio, anche lui convinto che Emidio fosse l’incarnazione di Esculapio, gli offrì la mano della figlia, Polesia, e gli chiese di fare sacrificio agli dei di Roma.

Emidio non solo rifiutò i sacrifici, ma convertì Polesia al cristianesimo, mandando il prefetto su tutte le furie. Arrestato, fu decapitato, ma una volta decollato prese la propria testa e camminò fino al punto in cui ora si trova il santuario a lui dedicato, e si seppellì da solo. 

Emidio protegge dai terremoti

Non è ben chiaro perché sia considerato il protettore dai terremoti. Secondo alcuni perché, quando viveva ancora ancora a Treviri, fu condotto con la forza dalla sua famiglia in un tempio pagano per rinnegare la fede cristiana, ma un improvviso terremoto distrusse il tempio. O forse perché quando Polimio volle costringere Emidio a sacrificare agli dè fu il tempio di Esculapio ad Ascoli a venir giù all’improvviso. O forse perché appena arrivato nella città picena, toccasse le mura della città e subito tutti e soli i templi pagani crollassero per un violentissimo terremoto. Più di recente, nel 1703, un violento terremoto sconvolse le Marche ma non colpì Ascoli, protetta dal suo patrono. 

 

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