Sto a dieta, poi «crollo», mi abbuffo E alla fine mi pento. Sono malata?


Ho 50 anni e da 20 combatto con il sovrappeso. Fino a una decina di anni fa il mio problema era quello di non riuscire a seguire un regime alimentare: cominciavo bene, dimagrivo, ma dopo qualche mese tornavo a mangiare come prima. Con il tempo andata sempre peggio: la dieta durava poche settimane, poi iniziavo a mangiare tutto quello che mi veniva vietato. E il peso risaliva con gli interessi. Ora non solo non riesco a stare a dieta, ma mi prendono attacchi in cui inizio mangiando qualcosina e poi mi abbuffo senza controllo. Una vocina mi dice ormai hai sgarrato, a questo punto esagera. Da quel momento non conosco limiti. Mi sento in balia dei miei istinti.

RISPONDE
Stefano Erzegovesi
Responsabile Centro per i disturbi alimentari,0spedaleSan Raffale, Milano

La sua lettera descrive alla perfezione quello che chiamo il dramma silenzioso del disturbo da Binge Eating Disorder (Bed), definito in passato come disturbo da alimentazione incontrollata o disturbo da alimentazione compulsiva. Chi ne soffre spesso ci sembra gioviale, allegro con quel peso in pi che ci fa pensare a persone amanti del buon cibo pi che sofferenti. In realt il Bed una malattia, riconosciuta dalla comunit scientifica da poco tempo (solo nel 2013 questo comportamento stato ufficialmente classificato dall’Apa, l’Associazione psichiatrica americana, come un disturbo del comportamento alimentare).

Vero o falso? Scopri quanto sai del «binge eating disorder», o abbuffata compulsiva


Colpisce il 2,6% della popolazione


I criteri diagnostici

Ma quando sospettare la presenza di questa patologia? Ecco i criteri diagnostici ufficialmente riconosciuti.
Primo: chi soffre di Bed in alcuni momenti della giornata perde completamente il controllo sul cibo: mangia tanto, male (cibi spesso ipercalorici e raffinati) e, soprattutto, con voracit, senza quasi sentire il sapore di quello che ingurgita. Secondo: mentre ci si abbuffa senza controllo ci si rende conto di non aver fame (si tratta della cosiddetta alimentazione emotiva), di essere voraci, di sentirsi esageratamente pieni (non sazi, proprio pieni da scoppiare) e si provano senso di imbarazzo e di colpa e perfino disgusto di s .
Terzo: diversamente da quanto accade nella dalla bulimia nervosa, nel Bed non si mettono in atto comportamenti di compensazione ovvero comportamenti che fanno smaltire in parte quanto si mangiato (ad esempio, digiuni successivi all’abbuffata, eccesso di attivit fisica o vomito autoindotto). Per questo motivo, mentre chi soffre di bulimia normopeso, chi soffre di Bed ha un peso eccessivo e pu arrivare ad essere addirittura obeso.

Parlare con qualcuno

Che cosa fare quando si sospetta di soffrire di un Binge Eating Disorder? Il primo consiglio di parlarne con qualcuno. Ho accennato al dramma silenzioso proprio perch chi alle prese con questa patologia pur essendone consapevole, prova vergogna e quindi tace il suo problema anche con i familiari pi stretti. Molti preferiscono farsi prendere in giro da parenti e amici e passare per ciccioni e golosi piuttosto che ammettere le proprie difficolt, profonde e nascoste.

Pretendere rispetto

Secondo suggerimento. Pretendere il rispetto di una regola che dovrebbe valere sempre, non solo nel caso di disturbi alimentari: non accettare alcun giudizio o commento n sul nostro peso, n su quello che mangiamo. scientificamente provato che qualsiasi frase del tipo guarda che pancia, devi dimagrire, piuttosto che ma che schifezza stai mangiando? Smettila, non sortisce alcun effetto positivo, anzi, spesso innesca una spirale di pensieri ossessivi sul cibo e il peso, peggiorando il disturbo alimentare. Pu capitare a tutti di fare un commento sull’aspetto fisico di qualcuno, cos come pu capitare di dire a un bambino guarda il tuo compagno come bravo, prendi esempio da lui!; ma bisogna essere consapevoli dell’effetto mortificante, per nulla favorevole al cambiamento, di simili commenti.

Chiedere aiuto a un centro specializzato

Terzo e ultimo consiglio:chi soffre di Bed deve chiedere aiuto a un centro specializzato nella cura dei disturbi alimentari (le strutture specializzate si possono trovare sul sito http://www.disturbialimentarionline.gov.it). Le cure per questa patologia sono tante, sia farmacologiche, sia nutrizionali, sia psicologiche e quando dosate nella combinazione pi giusta per ogni paziente, sono efficaci. L’importante iniziare con il piede giusto: non si deve pensare inizio una cura per dimagrire (il sentirsi sempre a dieta paradossalmente aggrava i sintomi di Bed), ma inizio una cura che migliorer la mia qualit di vita.

7 ottobre 2018 (modifica il 7 ottobre 2018 | 17:42)

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Autore dell'articolo: admin