Sta per nascere un asse Conte-Macron?



E’ lo stesso premier Conte a definire la fase che attraversa l’Europa come molto delicata, perché “siamo all’aurora di una nuova legislatura” e alla “vigilia di un Consiglio europeo che si annuncia importante”. L’Italia ha un obiettivo chiaro: evitare la procedura di infrazione per disavanzo eccessivo.

Portare Parigi sulle posizioni italiane è il primo passo. Il tentativo dell’Italia di convincere i partner europei è partito con un bilaterale tra Conte e Macron, tenuto dopo il summit dei Paesi del Sud Europa a la Valletta. E’ durato circa venti minuti. Sul tavolo oltre alla questione della procedura d’infrazione, anche il tema delle nomine Ue. Con Roma che potrebbe appoggiare la candidatura francese alla Bce e ha chiesto anche a Parigi il sostegno per ottenere un commissario economico.

Ma il presidente francese ha parlato con Conte anche del comune progetto sul salario minimo europeo e problema dell’immigrazione. Non è un caso che dopo il vertice al quale hanno partecipato anche Spagna, Portogallo, Cipro, Grecia e Malta, abbia elogiato il padrone di casa, il premier Muscat. “Serve maggiore solidarietà”, la tesi di Macron. Ragionamento illustrato anche al premier Conte, con il quale si è soffermato pure sulla vicenda della Sea Watch.

Proprio Conte al suo arrivo palazzo di Castiglia aveva sottolineato come dalle Ong serva “maggiore trasparenza”. E risposto a Salvini che spinge sul taglio delle tasse: “E’ un obiettivo comune, è nel contratto di governo”.

Ma la partita si gioca tutta con Bruxelles, per questo “la riduzione della pressione fiscale deve avvenire tenendo i conti in ordine”. Il tempo stringe: il 26 giugno è la data possibile per l’avvio formale della raccomandazione sulla procedura che dovrà essere approvata dall’Eurogruppo e dall’Ecofin dell’8-9 luglio.

L’attenzione è al prossimo Consiglio Europeo. Conte cerca la sponda di tutti i Paesi del sud Europa. Ha chiesto a Francia, Spagna, Portogallo, Cipro, Grecia e Malta di non arrivare divisi all’appuntamento di Bruxelles del 20-21 giugno. “I Paesi dell’Europa del nord sono coesi”, per questo motivo bisogna fare fronte comune, il ragionamento. Al vertice si è parlato degli accordi di Parigi sul clima, di salario minimo, di frenare i nazionalismi, di sicurezza, unione bancaria e aiuti all’Africa.

Ma il presidente del Consiglio ha insistito soprattutto sulla necessità che sia tutta l’Europa a guardare avanti. A far partire la nuova legislatura con un nuovo corso. “Serve una governance economica rivolta alla crescita con maggiori investimenti pubblici. Non possiamo solo limitarci a guardare l’obiettivo della stabilità nel segno dell’austerità“. Posizione netta: l’Italia punta affinché i vertici istituzionali dell’Europa non siano espressione di quell’ala ‘rigorista’ della Ue che ha messo da tempo Roma nel mirino. 


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Autore dell'articolo: admin