Sordociechi, una storia di mani per uscire dal buio e dal silenzio


Per le persone sordocieche la Lega del Filo d’Oro da oltre cinquant’anni un punto di riferimento per l’assistenza sanitaria, la riabilitazione e il reinserimento nella famiglia e nella societ. La sede nazionale di Osimo, in provincia di Ancona, riconosciuta Unit speciale per sordociechi e pluriminorati psicosensoriali, ospita utenti provenienti da tutte le Regioni con retta a carico della Asl di residenza. Le richieste, per, continuano ad aumentare e le liste di attesa sono lunghe: in media circa 7 mesi per i bambini fino a quattro anni, per quelli pi grandi possono arrivare a un anno e mezzo. Ridurre i tempi della diagnosi per garantire interventi precoci a un maggior numero di bambini e, allo stesso tempo, aumentare i posti letto per accogliere pi persone adulte sordocieche sono tra gli obiettivi che si posta la Lega del Filo d’Oro con la realizzazione del nuovo centro nazionale a Osimo. Una sfida impegnativa per l’entit dell’investimento. Per portare a termine i lavori del secondo lotto, l’associazione ha lanciato la campagna di raccolta fondi dal titolo Una storia di mani, perch per le persone sordocieche imparare a vedere e sentire con le mani significa poter comunicare col mondo che le circonda, quindi uscire dal buio e dal silenzio. Si pu sostenere l’iniziativa con una donazione di 2 euro inviando un sms solidale al 45514 o chiamando lo stesso numero da rete fissa fino al 31 dicembre. 

Esercito di invisibili

Nel nostro Paese i casi di sordocecit sono molto pi diffusi di quanto si pensi. Secondo il primo studio sulla popolazione di persone con disabilit sensoriali e plurime in condizione di gravit, promosso dalla Lega del Filo d’Oro e realizzato dall’Istat, sono 189mila le persone prive sia della vista che dell’udito. Molto spesso ai deficit uditivi e visivi si associano ritardi evolutivi, intellettivi e disabilit motorie. Oltre la met di queste persone, circa 108 mila, vivono di fatto confinate in casa, non essendo autosufficienti nelle pi semplici attivit quotidiane, come lavarsi, vestirsi, mangiare. Poter terminare i lavori di costruzione del secondo lotto del nuovo centro nazionale – spiega Rossano Bartoli, segretario generale della Lega del Filo d’Oro – ci permetter di diminuire le liste di attesa e intervenire precocemente su un maggior numero di bambini perch proprio nelle prime fasi dello sviluppo che si riescono a ottenere le migliori risposte ai trattamenti educativi e riabilitativi, valorizzando anche le loro abilit residue. Allo stesso tempo, potremo offrire alle persone adulte percorsi riabilitativi mirati alla loro complessa condizione di pluridisabilit. 

Cosa unisce Arbore e Marcor ai portieri della seria A?

Il senso del tatto lo strumento principale col quale gli operatori della Lega del Filo riescono a trasmettere ai piccoli pazienti le informazioni necessarie per educarli alla massima autonomia possibile. Ed attraverso le mani che questi bambini riescono a relazionarsi con gli altri e a trasmettere le loro emozioni. Per questo, i testimonial della campagna Una storia di mani sono alcuni personaggi noti del mondo del calcio e della musica che hanno un rapporto particolare con le mani, per esempio, le utilizzano per parare un pallone o dirigere l’orchestra. Ai testimonial storici della Lega del Filo d’Oro, Renzo Arbore e Neri Marcor, si sono uniti, a sostegno della campagna di raccolta fondi, i portieri della serie A Mattia Perin, Salvatore Sirigu, Daniele Padelli, Pepe Reina e Stefano Sorrentino, e tre popolari direttori d’orchestra, Leonardo De Amicis, Pinuccio Pirazzoli e Peppe Vessicchio (qui il video con i tre musicisti in visita al centro nazionale di Osimo). 

Come Beethoven

Racconta il maestro Pinuccio Pirazzoli: Sono stato al centro di Osimo e ho visto dei bambini sordociechi che percepiscono la musica attraverso le vibrazioni, bambini che si appoggiavano al pianoforte per sentire il suono, come faceva Beethoven. Un ragazzo di 16 anni canta da mattina a sera, facendo dei versi, e ride gioioso; altri si divertono a suonare le percussioni. Emozioni che mi hanno riempito il cuore – continua il direttore d’orchestra – . La musica viene utilizzata dalla Lega del Filo d’Oro in modo innovativo, come strumento che aiuta a creare una relazione e a uscire dall’isolamento. Se non senti e non vedi, sei solo; eppure, questi bambini, assistiti dagli operatori, riescono a mettersi in contatto attraverso le mani col resto del mondo, grazie a tecniche all’avanguardia riescono anche a scrivere al computer. 

Polo ad alta specializzazione

Il nuovo centro nazionale che la Lega del Filo d’Oro sta realizzando a Osimo sar una struttura all’avanguardia in Europa per la riabilitazione delle persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali. Sar composto da 9 edifici, 37 tra ambulatori medici – per la diagnosi e la riabilitazione – e laboratori per l’attivit occupazionale, 40 aule didattiche, foresterie per i familiari, 4 palestre per la fisioterapia e 2 piscine per l’idroterapia. Saranno raddoppiati i posti del centro diagnostico, quindi dimezzati i tempi di attesa per la valutazione iniziale, e saranno incrementati i posti per la degenza diurna (fino a 20) e per i ricoveri a tempo pieno (da 56 a 80) in regime di residenzialit protratta per le persone adulte sordocieche e pluriminorate psicosensoriali che, altrimenti, non avrebbero modo di accedere a percorsi riabilitativi adeguati alla loro complessa condizione di pluridisabilit. Il nuovo centro sar anche un punto di riferimento per la formazione di personale altamente specializzato in grado di trattare disabilit cos complesse; inoltre, saranno potenziati gli spazi per l’attivit di ricerca scientifica in ambito riabilitativo e sociale.

8 ottobre 2018 (modifica il 8 ottobre 2018 | 11:24)

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Autore dell'articolo: admin