“Sono inquieto per l’economia italiana”


Il Presidente della Commissione Europea ha espresso preoccupazione per la situazione economica italiana

Sono un po’ inquieto nel vedere che l’economia italiana non cessa di regredire“. Queste le parole del Presidente della Commissione Europea, Jean Claude Juncker, al termine dell’incontro di oggi con Giuseppe Conte. Il Premier era riuscito ad evitare la procedura d’infrazione nel dicembre scorso convincendo Bruxelles, ma le stime del Governo non si stanno rivelando corrette. Juncker ha proprio toccato questo punto: “Quando ci siamo messi d’accordo, il presidente Conte e io, sul quadro generale del bilancio italiano avevamo pensato che la crescita sarebbe stata dell’ordine dell’1%. Sappiamo che oggi quella cifra deve essere rivista al ribasso e dunque, visto il pesante debito pubblico italiano, tutte le politiche che gravitino attorno alla nozione di rilancio del bilancio saranno limitate. Ma restiamo in contatto per vedere come procedere in materia“.

Juncker è preoccupato dalle politiche del Governo, che non sembra impegnato nel cercare le adeguate contromisure: “Vorrei che le autorità italiane facessero sforzi supplementari per mantenere in vita la crescita economica dell’Italia“.

Poi il Presidente della Commissione ha parlato dello scottante tema dell’immigrazione clandestina: “occorre attuare una solidarietà più articolata tra l’Europa e l’Italia, che porta un grande fardello in materia migratoria. Un principio che ho enunciato nel 2014 e a cui rimango fedele“. Fatta questa premessa, la Commissione ha ricordato gli sforzi fatti, mettendo a disposizione “un miliardo di euro per gli sforzi italiani nel settore e non bisogna dire che l’Europa è stata assente quando si è trattato di far vedere solidarietà“.

Il Premier ha invece ribadito il punto di vista italiano sulla manovra approvata a dicembre: “abbiamo parlato anche di debito pubblico. Il governo aveva previsto il rallentamento dell’economica e per questo ha elaborato una manovra che vuole perseguire una politica economica espansiva ma responsabile, approvando misure di cui il Paese necessitava da troppi anni al fine di ristabilire equità sociale“. Per Conte, in ogni caso, il Def “non cambia rispetto allo scenario concordato con la Commissione lo scorso dicembre” perché “il rallentamento dell’economia “viene considerato transitorio”.


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Autore dell'articolo: admin