Sindaco Riace arrestato | Mimmo Lucano | Indagine Xenia


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Il sindaco di Riace, Domenico detto Mimmo Lucano, è stato arrestato oggi dalla Guardia di Finanza su richiesta della procura di Locri (RC) per l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e presunti illeciti nell’affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti.

Il gip di Locri ha disposto anche il divieto di dimora per la sua compagna Tesfahun Lemlem. Il sindaco e la compagna, secondo i magistrati che hanno coordinato l’inchiesta denominata Xenia, avrebbero organizzato matrimoni di convenienza tra riacesi e donne straniere per “favorirne illecitamente la permanenza” in Italia. Quanti siano i casi finiti nel mirino degli inquirenti però non è ancora chiaro.

L’altra accusa al primo cittadino è relativa all’affidamento diretto del servizio di raccolta rifiuti a due cooperative sociali nate a Riace per far lavorare insieme gente del posto e stranieri: la procura contesta il fraudolento affidamento diretto dell’appalto in deroga alle norme che obbligano a indire una gara, con cooperative che non facevano parte del registro regionale di settore.

Procura: “Matrimoni di comodo”

Per la procura di Locri quindi Lucano, simbolo con la sua città dell’accoglienza e della riuscita integrazione dei migranti, avrebbe dimostrato una “spigliatezza disarmante, nonostante il ruolo istituzionale rivestito” ammettendo “pacificamente più volte, ed in termini che non potevano in alcun modo essere equivocati, di essersi reso materialmente protagonista ed in prima persona adoperato, ai fini dell’organizzazione di matrimoni di comodo”.

Parlando di una donna nigeriana alla quale era stato rifiutato per tre volte il permesso di soggiorno il sindaco di Locri finito ai domiciliari intercettato durante le indagini avrebbe detto: “vado contro leggi balorde… Io la carta d’identità gliela faccio, sono un fuorilegge. Non mando neanche i vigili, mi assumo io la responsabilità. La iscriviamo subito. Fino ad ora la carta d’identità l’ho fatta così. E per disattendere queste leggi balorde vado contro la legge”. 

Fine di un mito, quello del sindaco indicato da Fortune tra i 50 leader più influenti, o indagine ancora tutta da chiarire nei suoi sviluppi? La compagna di Lucano sempre secondo i pm avrebbe giocato un ruolo fondamentale nella vicenda dei matrimoni di comodo mettendo in atto “espedienti criminosi per trasgredire norme civili, amministrative, penali”.

Salvini: “Cosa dirà ora Saviano”

La reazioni all’arresto del sindaco di Riace non si sono fatte attendere, tra i primi a commentare il ministro dell’Interno Matteo Salvini che provoca lo scrittore Roberto Saviano che ha sempre esaltato il “miracolo Riace”:

Saviano: “L’Italia sta diventando uno Stato autoritario”

Il commento di Roberto Saviano non ha tardato ad arrivare. Lo scrittore ha pubblicato verso mezzogiorno un lungo post su Facebook in cui ha scritto che nelle azioni di Mimmo Lucano “non c’è mai finalità di lucro, ma disobbedienza civile” e quest’ultima è “unica arma che abbiamo per difendere non solo i diritti degli immigrati, ma i diritti di tutti”. Poi Saviano si scaglia sia contro Salvini, sia contro il Pd, perché “non ha mai compreso che se davvero voleva ripartire da qualche parte per ritrovare un barlume di credibilità (ora è troppo tardi), avrebbe dovuto farlo da Riace, da Mimmo Lucano”. Invece, sottolinea lo scrittore, “Mimmo è solo, e la Bossi-Fini è ancora lì a inchiodare, a bloccare chiunque decida di accogliere e di salvare vite. Legge-obbrobrio, frutto del peggiore berlusconismo, ma che nessun governo ha osato cambiare”

Saviano conclude il suo lungo post, che trovate qui sotto nella sua completezza, con una riflessione amara: “Questo governo, attraverso questa inchiesta giudiziaria, da cui Mimmo saprà difendersi in ogni sua parte, compie il primo atto verso la trasformazione definitiva dell’Italia da democrazia a stato autoritario. Con il placet di tutte le forze politiche”

Giorgia Meloni: “Saviano porti le arance al suo amico”

Giorgia Meloni ha dedicato ben due post, di cui uno è un video, al caso dell’arresto di Mimmo Lucano, dimostrando però di averci capito poco. Prima prova a scherzare sul suo legame con Saviano che, dice, ora dovrebbe portargli le arance (ma tanto Lucano è ai domiciliari, non in carcere), poi pubblica un video in cui dice che “l’intellighenzia” nostrana accusa i magistrati e la Guardia di Finanza e parla di deriva autoritaria e fascista.

Pd, Leu e SI in difesa di Lucano

Il Pd calabrese difende il sindaco di Riace. Pur non entrando “nel merito del lavoro della magistratura” il responsabile organizzativo regionale Giovanni Puccio evidenzia nel giorno dell’arresto del primo cittadino “il valore del modello di integrazione e umanità che Mimmo Lucano è riuscito a realizzare a Riace. Un sistema vero di accoglienza e solidarietà, in cui gli ultimi hanno finalmente trovato dignità e diritti, in cui un borgo destinato ad appassire e spopolarsi ha recuperato vitalità”.

Da LeU è l’ex presidente della Camera Laura Boldrini a ricordare i riconoscimenti “anche all’estero” al modello di solidarietà creato a Riace. Il segretario di Sinistra Italiana Nicola Frantoianni adombra invece uno scenario inquietante dietro l’arresto: “Mi pare che alla base ci sia proprio l’idea di colpire un modello… di criminalizzare la solidarietà”.

Lerner: “Schiaffo all’accoglienza”

Sull’arresto di Domenico Lucano Gad Lerner parla di “schiaffo all’accoglienza”

Sempre in merito all’arresto del sindaco di Riace il giornalista Sandro Ruotolo scrive

Beppe Fiorello: “Crederò in te più di prima”

L’attore Beppe Fiorello, che ha interpretato Mimmo Lucano in una fiction poi bloccata dalla Rai, twitta:

Sit-in di solidarietà per Mimmo Lucano

Nelle ore immediatamente successive alla notizia dell’arresto di Mimmo Lucano si sono moltiplicate le iniziative di solidarietà verso il sindaco di Riace. L’Arci di Roma è stata la prima a muoversi e propio nella Capitale, all’Esquilino, ci sarà un sit-in di solidarietà alle 17:30. L’idea è partita proprio dall’Arci e dal centro Baobab, l’associazione di volontari che si occupa della gestione dei migranti a Roma.

Un altro sit-in è previsto a Trento, in Piazza Pasi, dalle ore 18, organizzato dal Centro sociale Bruno, ma certamente questi non saranno gli unici. Intanto su Twitter #Riace è da molte ore in testa ai trend topic, tra i quali c’è anche “Mimmo Lucano” e altri nomi connessi alla vicenda come “Beppe Fiorello” e “Saviano”. Anche l’hashtag #arrestatecitutti è parecchio usato.

L’inchiesta Xenia “partita” dalla Prefettura

Le indagini a carico di Lucano e compagna partono l’anno scorso dopo una ispezione della prefettura di Reggio Calabria negli uffici del Comune di Riace. Dalla verifica sembrava fossero emerse irregolarità nell’uso dei finanziamenti governativi per la gestione dei migranti. Da qui le carte dell’ispezione passarono alla Procura della Repubblica di Locri che avviò l’inchiesta Xenia che in origine ipotizzava diverse altre ipotesi di reato poi cadute nel nulla: malversazione, truffa ai danni dello Stato e concussione.

La gestione dei fondi potrà essere stata disordinata ma nessun illecito è venuto fuori, il sindaco non è accusato di aver intascato nemmeno un euro di fondi per la gestione e l’accoglienza di migranti e richiedenti asilo politico. L’inchiesta si era concentrata inizialmente sulle borse lavoro e i bonus con cui a Riace si sopperiva ai ritardi nell’erogazione dei fondi, per un riuscito modello di accoglienza e integrazione, come la stessa prefettura dopo una seconda ispezione aveva ammesso. Al vaglio del gip hanno retto solo le accuse sulle presunte forzature di Lucano nel concedere documenti agli stranieri e nell’affidamento diretto del servizio di raccolta rifiuti.

“Riace non si arresta”

Intanto contro l’arresto del sindaco di Riace oggi pomeriggio a Reggio Calabria è stata indetta dalla sezione locale di Potere al Popolo, un’assemblea che deciderà le modalità della mobilitazione pro Lucano, con diversi comitati di assistenza migranti e movimenti antimafia presenti. Sabato prossimo invece manifestazione nel comune simbolo dell’accoglienza perché “Riace non si arresta”.

Chi è Domenico Lucano

Riace, città dell’accoglienza, ospita circa 500 migranti che come sottolineato più volte dal sindaco hanno dato nuova linfa alla piccola comunità locale di circa 1800 abitanti. Il “modello Riace” nel 2010 è valso a Domenico Lucano il terzo posto alla World Mayor, concorso mondiale della City Mayors Foundation che ogni due anni stila la classifica dei migliori sindaci del mondo.

Per la rivista Fortune Lucano è al 40º posto nell’elenco dei leader più influenti. Ad agosto scorso il sindaco di Riace fece lo sciopero della fame protestando contro la mancata erogazione dei fondi nazionali per l’accoglienza e l’integrazione di rifugiati politici e immigrati.




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Autore dell'articolo: admin