Silvia rapita in Kenya, XXIII giorno. Un sequestro ogni giorno più anomalo


Silvia rapita, XXIII giorno

 Foto: Facebook 


 Silvia Costanza Romano




Estorcere denaro attraverso un rapimento, lampo o lungo che sia, non è una modalità utilizzata in Kenya da criminali comuni. Tanto è vero che nell’immediatezza del rapimento di Silvia Romano, avvenuto il 20 novembre a Chakama, nella contea di Kilifi, in Kenya, si pensava che fosse stato messo in atto da terroristi appartenenti al gruppo somalo Al Shabaab. Solo con il passar dei giorni si è capito che questi non hanno avuto nessun ruolo nel sequestro e che Silvia – secondo quanto hanno riferiscono le autorità – era nelle mani di criminali comuni, uno dei quali è stato arrestato nei giorni scorsi.

I dubbi dopo l’arresto

L’uomo, sempre secondo fonti di polizia, starebbe collaborando. Un fatto positivo. Un arresto, tuttavia, che pone molti interrogativi: perché l’uomo era solo? La banda si è sfaldata? Non aveva più una ragione per rimanere unita? Oppure, come alcuni continuano a sostenere, il commando ha deciso di vendere l’ostaggio ai terroristi somali. Non c’è, tuttavia, nessun riscontro concreto che questo possa essere avvenuto.

Che in Kenya il rapimento non sia contemplato dai criminali comuni per estorcere denaro, è provato dal fatto che negli ultimi sei anni non è mai stato rapito uno straniero da criminali bambini, più frequentemente dediti alla rapina. Rapine che, spesso e purtroppo, finiscono male. Nei giorni scorsi è stato ucciso un prete cattolico, John Njorege, nella cittadina di Kikuyo, mentre stava andando in banca a portare le offerte raccolte dai fedeli della parrocchia di Kinoo. L’auto sulla quale viaggiava è stata fermata, i banditi hanno preso i soldi e freddato il prete.

Nelle vicinanze del luogo dove è stata rapita Silvia Romano, nella cittadina di Watamu, una rapina finita male è costata la vita al medico italiano Rita Fossaceca di 51 anni. Il fatto è accaduto il 29 novembre del 2015. Il medico si trovava in Kenya per svolgere la sua attività di volontariato per l’associazione umanitari internazionale, For Life Onlus. Questi sono solo due esempi, mentre non ce ne sono di sequestri a scopo di estorsione. 

L’ultimo rapimento in Kenya risale al 2011

Gli ultimi rapimenti in Kenya sono avvenuti sette anni fa per mano, però, di terroristi somali di Al Shabaab. Nel settembre del 2011 è stata rapita una donna britannica, dopo che gli assalitori nella colluttazione hanno ucciso il marito. La coppia si trovava in vacanza in un resort nell’arcipelago di Lamu. Lamu è al confine con la Somalia, molto distante dal luogo del rapimento della cooperante italiana. Un rapimento che durò oltre 190 giorni e che finì con il pagamento di un cospicuo riscatto.

L’altro sequestro ha riguardato una coppia di cooperanti spagnoli che operava nel campo profughi di Dadaab, il più grande al mondo. La coppia è stata portata nella vicina Somalia. Le trattative per la liberazione durarono quasi due anni. E’ chiaro che l’organizzazione e le modalità sono molto diverse da quelle messe in atto dai criminali cha hanno sottratto la giovane italiana alla sua attività di volontaria.

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Autore dell'articolo: admin