Silvia rapita in Kenya, XLI giorno. La lista dei sequestrati tra Niger e Burkina Faso


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 (Agi)


Silvia Romano 




Il 2018 si chiude senza notizie di Silvia Romano. Rapita in Kenya il 20 novembre nel villaggio di Chakama, dal giorno di Natale non si sa più nulla della giovane cooperante italiana. Quel giorno, infatti, la Polizia keniana, durante un briefing sulla sicurezza nella contea di Kifili, ha detto di avere “tra le mani informazioni importanti, cruciali, che non vi possiamo rivelare, che ci fanno pensare che Silvia Romano sia ancora viva e che la troveremo”.

Il comandante della polizia della costa keniana, Noah Mwivanda, è stato molto chiaro e certo su due fatti: “Silvia è viva” e si “trova in Kenya”. Si sa, inoltre, che la giovane cooperante italiana si troverebbe nell’area del Tana River, a sud del fiume. Quindi non sarebbe stata venduta ai terroristi somali di Al Shabaab. Notizie incoraggianti che fanno pensare a un esisto positivo della vicenda. Dal giorno di Natale, tuttavia, tutto tace.

La lista degli scomparsi nel nulla

Nelle ricerche dei rapitori di Silvia sono impegnate oltre 120 persone che, a detta del comandante della polizia della Contea di Tana River, Patrick Okeri, sentito dall’inviato di Rainews, starebbero seguendo le tracce della giovane volontaria. “Seguiamo le sue orme”, ha detto Okeri, che spiega che “nessuno cammina a lungo nella boscaglia senza aiuto per acqua e cibo”.

Oltre a Silvia Romano sono altre sei le persone ancora nelle mani di sequestratori in Africa, tutte rapite tra il Niger, il Mali e il Burkina Faso, per mano di gruppi jihadisti legati ad Al Qaeda. Tra questi anche un missionario italiano, padre Pier Luigi Maccalli, rapito in Niger il 17 settembre scorso. Di lui si sa che è vivo e sta bene e a sostenerlo è il vescovo della diocesi di Niamey, monsignor Djalwana Laurent Lompo. Il prelato non ha dato dettagli più particolareggiati per “motivi di sicurezza” e non ha potuto spiegare “su quali elementi fonda questa affermazione”.

Il 4 aprile 2015 è stato sequestrato il rumeno Iulian Ghergut, in Burkina Faso per mano di islamisti legati ad Al Qaeda. L’uomo è un funzionario alla sicurezza in una miniera di magnesio del nord del Burkina Faso

Il 7 gennaio 2016 è stata rapita, nel nord-ovest del Mali, Beatrice Stockly, missionaria della Chiesa Metodista Svizzera. La donna viveva da anni in qull’area. Si sa che è viva, ma null’altro.

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(Afp)

Il 15 gennaio 2016 è stato sequestrato nel Burkina Faso nella zona di Djibo, città al confine con il Mali e il Niger, il chirurgo australiano Arthur Kenneth Elliott, pensionato e impegnato in attività umanitarie in una clinica della zona del rapimento. Con lui è stata rapita anche la moglie rilasciata, però, poche settimane dopo.

Il 24 dicembre 2016 è stata rapita a Gao, nel nord del Mali, la 73enne francese Sophie Petronin, fondatrice della “Aid Association in Gao” che opera nel campo del benessere infantile.

L’8 febbraio 2017 è stata sequestrata la religiosa colombiana, francescana, Gloria Cecilia Narvaez Argoti. Il rapimento è avvenuto in una chiesa nella zona rurale nel nord del Mali, nella località di Karangasso, per mano di jihadisti legati al Gruppo per il sostegno dell’islam e dei musulmani (Gsim), vicini ad Al Quaida.

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Autore dell'articolo: admin