“Siamo scappati dalle prigioni libiche”


migranti a bordo della Sea Watch 3

Lo stallo della Sea Watch 3 a largo di Lampedusa continua ormai da 13 giorni e il governo italiano resta fermo sulla sua posizione mentre si attende una risposta da parte della Corte di Strasburgo. A bordo ci sono ancora 42 migranti fuggiti dalla Libia e in attesa di poter sbarcare in un porto sicuro, ma neanche la proposta della diocesi di Torino è servita a smuovere le acque.

Oggi i migranti tratti in salvo dalla ong tedesca hanno lanciato un video appello, pubblicato via Facebook da Forum Lampedusa Solidale. Un ragazzo, in lingua francese, spiega che la situazione è diventata insostenibile, che moltissime delle persone a bordo sono riuscite a fuggire dalla prigionia il Libia e ora si trovano costretta a bordo di una piccola nave a poche miglia dalla terraferma:

Immaginate come deve sentirsi una persona che è scappata dalle carceri libiche e che ora si trova sui, costretta in uno spazio angusto, seduta o sdraiata senza potersi muovere. Inevitabilmente rischia di sentirsi male. Non ce la facciamo più, la barca è piccola e non possiamo muoverci. Non c’è spazio. L’Italia non ci autorizza a sbarcare, chiediamo il vostro aiuto, chiediamo l’aiuto delle persone a terra. Pensateci perché qui non è facile.

Update from Sea-Watch 3

(DE/EN) Vor sieben Tagen appellierte Hermann an die Solidarität der Europäer*innen. Seitdem hat sich die Situation für die 42 Menschen, die weiterhin auf der Sea-Watch 3 festsitzen, weiter verschärft. Nachdem sie den libyschen Foltergefängnissen entkommen sind, verweigert die EU ihnen seit 12 Tagen ihre Menschenrechte.

Hermann gibt uns einen Überblick über die Bedingungen an Bord: “Wir können das nicht mehr aushalten, wir sind von allem abgeschnitten, wir können nichts tun, wir können nicht einmal gehen, ein bisschen weiter gehen, weil das Boot klein ist und wir viele sind. Es gibt keinen Platz mehr.“ Sie brauchen sofort einen sicheren Hafen.

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Seven days ago Hermann addressed the Europeans to call on their solidarity. So far the situation worsened for the 42 people still stuck on the Sea-Watch 3. Having escaped the Libyan torture prisons, the EU deprives them of their basic human rights for 12 days now.

Hermann gives us an overview of the conditions on board: «We cannot hold any longer, we are deprived of everything, we cannot do anything, we cannot even walk, go a bit further, because the boat is small and we are plenty, there is no more space». They urgently need a Port of Safety.

Posted by Sea-Watch on Monday, June 24, 2019

La linea dell’Italia resta però quella di Matteo Salvini, che tra un appello alla Madonna e un bacio al rosario porta avanti i suoi giochi di potere sulla pelle dei disperati. Il padre-padrone degli italiani se ne frega e va avanti con proclami via Facebook. Oggi, dopo il video appello giunto dalla Sea Watch, il Ministro dell’Interno ha ribadito il proprio pensiero da cristiano professante, come continua a definirsi:

L’Italia non si fa dettare le regole da una Ong pagata da chissà chi. Se la Sea Watch avesse avuto a cuore la salute delle persone a bordo, in questi 13 giorni sarebbe già andata in Olanda.

Per me può rimanere in mare fino a Natale o Capodanno, ma in Italia non arriva.

Poco importa se dal mondo cattolico non fanno che arrivare condanne alla prepotenza e al menefreghismo di Matteo Salvini, mentre gli altri vertici dell’esecutivo guardano dall’altra parte. L’ultimo in ordine di tempo è stato don Luigi Ciotti, che non ci è andato affatto leggero:

Stiamo andando alla deriva. Abbandonare persone fragili e sofferenti è uno dei peggior crimine che un essere umano possa commettere. Noi siamo con il capitano Carola, siamo dalla sua parte perchè Carola con il suo coraggio e la sua umanità incarna le leggi del cuore e della coscienza e non accetta di piegarsi alle leggi del potere e dell’arbitrio, leggi che stanno mandando alla deriva un intero continente che è stato culla di civiltà: L’Europa.


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Autore dell'articolo: admin