Si chiama Fort Trump la base Usa che sfida Mosca​


Si chiama Fort Trump la base Usa che sfida Mosca​



La Polonia chiede una maggiore presenza di militari americani sul suo territorio come risposta al comportamento “aggressivo” della Russia ed è pronta a pagare almeno due miliardi di dollari per ospitare una base militare statunitense. Il presidente polacco,

Andrzej Duda, in visita alla Casa Bianca, ha formalizzato la richiesta di Varsavia per la prima base Usa al di là dell’ex Cortina di ferro e ha ha azzardato persino un nome per l’avamposto: Fort Trump, in onore del presidente americano.

Trump, da parte sua, si è detto pronto a valutare “seriamente” la richiesta di una presenza permanente in Polonia, Paese strategico in Europa per il contenimento della Russia, e si è comunque impegnato a rafforzare la cooperazione militare con Varsavia. “Intensificheremo le consultazioni”, ha fatto sapere la Casa Bianca in una nota – per determinarne la fattibilità e il risultato di questo sforzo contribuirà alla difesa non solo dell’Europa centrale e orientale ma anche dell’intera alleanza”.

Da diversi mesi la Polonia chiede una presenza rafforzata di veicoli corazzati americani sul fianco orientale della Nato; ed è il secondo Paese a sollecitarlo dopo l’Estonia, il cui presidente Kersti Kaljulaid ha esortato Washington a schierare missili e truppe “Patriot” sul suo territorio.

La Polonia è impegnata in un ambizioso progetto di rinnovamento delle sue Forze Armate: il Parlamento ha già approvato nel 2017 l’aumento del bilancio militare dal 2% attuale al 2,5% del Pril entro il 2030. Di questi stanziamenti, circa il 20% è destinato all’acquisto di nuove armi, soprattutto di fabbricazione americana, come i missili antiaereo Patriot comprati a marzo scorso per più di 4,7 miliardi di dollari. E nel frattempo la Polonia è diventata una sorta di avamposto dell’Alleanza Atlantica. A giugno, 18.000 soldati Nato hanno condotto esercitazioni in Polonia, Lettonia, Lituania ed Estonia.

Ma la richiesta di Duda rischia di irritare Mosca, dove il portavoce del Cremlino, Ditru Peskov, nei mesi scorsi, ha detto chiaramente che ci sarebbero ripercussioni nel caso gli Stati Uniti rafforzassero la propria presenza militare.

Forse per questo successivamente il segretario americano alla Difesa, James Mattis, ha elogiato la Polonia per aver aumentato le spese militari ma ha frenato sulla presenza militare permanente nel Paese, indicando che non è ancora stata presa alcuna decisione: “Le questioni sono molteplici: non riguardano solo la base ma l’addestramento, la gestione della struttura, insomma tanti dettagli che devono venire analizzati con i polacchi”. 

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Autore dell'articolo: admin